A.I.I.S.A. Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici nel difficile periodo che stiamo attraversando ancora legato alla emergenza COVID 19 ha emanato una serie di importanti comunicati , riportiamo di seguito ed in sintesi quello del 05 giugno 2020.
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
Procedure di utilizzo dei ventilconvettori e delle unità terminali di sistemi di condizionamento ad espansione diretta
Al fine di evitare che l’unità locale possa favorire la diffusione del SARS COV 2 nell’ambiente servito, è opportuno organizzare l’ambiente di lavoro cercando di garantire la distanza minima di 2 metri tra unità locale e postazione di lavoro e di evitare comunque lo stazionamento in prossimità di quest’ultima inoltre per limitare il rischio che il fan-coil movimentando l’aria agevoli la diffusione di eventuale aerosol contaminato, negli ambienti climatizzati, nelle unità locali potrebbe essere filtrata attraverso filtri ad alta efficienza e/o filtrazione elettrostatica. Inoltre, se in tali ambienti non fosse possibile garantire sufficiente ventilazione naturale, per contenere la carica microbica aerodispersa potrebbe essere utile sanificare l’aria attraverso appositi dispositivi di filtrazione e/o trattamento dell’aria le cui prestazioni devono essere commisurate alle dimensioni dell’ambiente servito.
In casi particolari e dove fosse possibile si potrebbe ipotizzare lo spegnimento dell’apparecchiatura ed il successivo avvio nel momento stesso in cui, in un ambiente occupato da una sola persona ne entri un’altra, arieggiando il locale preventivamente.
TECHNO ONE raccomanda di eseguire sempre una valutazione del rischio RISK ASSESSMENT HVAC COVID-19
Il servizio TECHNO ONE per la realizzazione del RISK ASSESSMENT degli impianti aeraulici (HVAC) per il rischio SARS-CoV-2 (COVID-19) ha come scopo quello evitare/limitare il rischio di diffusione del virus in ambiente tramite gli impianti aeraulici.
Un’ulteriore e importante misura da adottare nell’ambito dei Protocolli di contrasto e contenimento della diffusione del Covid-19, è costituita dalle operazioni di pulizia e disinfezione dei ventilconvettori e delle unità terminali di sistemi di climatizzazione. (Allegato 2)
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
Allegato 2 - Protocollo per la pulizia e disinfezione dei ventilconvettori e delle unità terminali di sistemi di condizionamento ad espansione diretta
Di seguito elenco degli interventi previsti:
0. Gli operatori devono indossare i necessari DPI per l’esecuzione dell’attività.
1. Disconnessione elettrica dell’apparecchiature.
2. Smontaggio o apertura del mobile a protezione dell’apparecchiatura, previo eventuale contenimento della zona di lavoro per evitare un temporaneo aumento delle particelle sospese in aria. Il contenimento della zona di lavoro, da effettuarsi in casi limiti, ovvero quando l’apparecchiatura si presenta particolarmente sporca, sarà eseguita mediante l’installazione di una cabina e/o di una parete in materiale plastico, capace di isolare la zona di lavoro con il resto dell’ambiente e dovrà essere in depressione rispetto a quest’ultimo.
3. Rimozione del filtro dell’aria, introduzione dello stesso in doppi sacchi di polietilene di spessore minimo di 0,6 mm e trasporto previo opportuna sigillatura dei sacchi alle discariche autorizzate per lo smaltimento del filtro rimosso.
4. Pulizia dell’apparecchiatura mediante spazzolatura con aspiratori dotati di un filtro HEPA, in grado di trattenere tutte le particelle asportate sino a 0,3 µm, sia sulla batteria di scambio termico che su tutte le superfici interessate dal passaggio dell’aria.
5. Pulizia dell’apparecchiatura con detergente idoneo (eventualmente registrato come Presidio Medico-Chirurgico o Biocida(1)). Il prodotto dovrà essere applicato con un erogatore irrorando completamente su tutta l’apparecchiatura.
6. Pulizia e lavaggio dell’imbocco dello scarico della vaschetta della condensa e verifica del regolare drenaggio della stessa.
7. Applicazione sulla bacinella di raccolta delle condense, di un prodotto batteriostatico ad ampio spettro per prevenire la formazione di alghe, mucillagini e limo mantenendo puliti gli scarichi, evitando la formazione di occlusioni e odori fastidiosi.
8. Pulizia della carenatura, previa asportazione su tutta la superficie dei residui di smog, morchia, materiale untuoso e qualsiasi altro materiale, mediante l’utilizzo di una soluzione ad elevato potere disincrostante.
9. Verifica dell’efficacia dell’intervento di pulizia mediante ispezione visiva o test per confronto di superficie sulle superfici stesse dell’apparecchiatura lambite dal passaggio dell’aria.
10. Disinfezione dell’intera apparecchiatura mediante omogenea distribuzione di disinfettanti idonei certificati Presidio Medico-Chirurgico o Biocida (1).
11. Tamponi di superficie o Sponge-Bag da effettuare sulle batterie di scambio termico e/o sulle bacinelle di raccolta e drenaggio delle condense delle apparecchiature; da eseguire a campione su almeno N° 1 apparecchiatura di ogni 10 installate per piano, per la ricerca dei seguenti parametri:
- carica batterica totale a 22° C
- carica batterica totale a 37° C
- carica micetica totale
12. Rimontaggio delle parti precedentemente rimosse, esame visivo della pulizia effettuata e ripristino funzionalità delle apparecchiature.
13. Installazione di nuovo filtro dell’aria in luogo di quello rimosso, eventualmente dove possibile, con un’efficienza di filtrazione più elevata.
14. Dichiarazioni attestanti le operazioni effettuate e schede di sicurezza dei prodotti biocidi, sanificanti o inertizzante utilizzati. Allegare inoltre:
- Evidenza mediante immagini fotografiche identificate e riconducibili allo specifico mobiletto ventilconvettore, dell’intervento eseguito, per documentare l’efficacia dello stesso prima e dopo le operazioni di bonifica.
- Certificati delle analisi effettuate rilasciati dai laboratori e dei campionamenti effettuati dopo l’esecuzione delle operazioni di bonifica.
- Copia dei requisiti professionali.
(1) I riferimenti normativi per PMC e Biocidi sono, rispettivamente, il DPR n. 392 del 6 ottobre 1998 insieme al Provvedimento del 5 febbraio 1999 e il Regolamento (UE) N. 528/2012 (BPR).







