Il 6 luglio 2020 è stata pubblicata una lettera aperta intitolata ”It is Time to Address Airborne Transmission of COVID-19“ sottoscritta da 239 scienziati di 32 paesi sul Journal Clinical Infectious Diseases. Il 7 luglio, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha riconosciuto in una conferenza stampa la possibilità che la trasmissione di COVID-19 possa avvenire anche tramite aereosol o airborne in condizioni specifiche, in particolare in ambienti affollati, chiusi, scarsamente ventilati. Questa posizione era attesa da tutti gli operatori del settore dell’igiene aeraulica, dagli organi scientifici da molto tempo.

La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
La prof. Benedetta Allegranzi, responsabile tecnico del controllo delle infezioni ha affermato “Riteniamo di dover essere aperti a queste prove e comprenderne le implicazioni riguardo alle modalità di trasmissione e alle precauzioni che devono essere prese”, aggiungendo che “le prove non sono definitive”. La dott.ssa Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico del gruppo di lavoro sulla pandemia da COVID-19 ribadisce:
L’OMS ha rivisto la posizione sulla trasmissione aerea da COVID-19 sulla base dei lavori di scienziati, ricercatori e specialisti sia UE e sia di altri paesi.
Per maggiori informazioni Clinical Infectious Diseases: trasmissione Covid-19 anche tramite aerosol.







