Il COVID-19 può rimanere infettivo come aerosol per almeno 3 ore
Sulla piattaforma ScienceDirect è stato pubblicato il giorno 11 giugno 2020 un articolo dal titolo “Modelling aerosol transport and virus exposure with numerical simulations in relation to SARS-CoV-2 transmission by inhalation indoors”.
Sono stati forniti i risultati di una ricerca sulla fisica dell’aerosol e della dispersione di goccioline per la potenziale trasmissione di aerosol di SARS-CoV-2 durante l’attuale pandemia. Sono stati utilizzati modelli basati sulla fisica a diversi livelli di complessità, e sulla base dei precedenti studi e della letteratura già disponibile sui coronavirus, per studiare la possibilità di trasmissione del virus nell’aria.
Il virus SARS-CoV-2, che ad oggi conta più di 14 milioni di casi nel mondo e 600 mila vittime, è al centro del dibattito scientifico per capirne il metodo di trasmissione.
La WHO assicura che il contagio può avvenire tramite inalazione di piccole particelle di saliva che un individuo infetto può rilasciare semplicemente parlando, tossendo o starnutendo. Sono però in corso studi per capire quanto queste particelle possano restare nell’ambiente esterno e quanto il virus, contenuto in quest’ultime, possa vivere senza dipendere da un individuo.
Recenti studi dimostrano che le piccole particelle di saliva possono rimanere nell’aria per svariate ore prima di cadere a terra, evaporando però in pochi secondi, a differenza delle grosse particelle, che rimangono poco tempo in aria (raggio di circa 1m), evaporando però lentamente.
Parlando, in genere, espelliamo particelle con la dimensione minore di 20 µm, che rimangono nell’aria per un periodo compreso tra 20 minuti e 1 ora.
Invece, le particelle con dimensione compresa tra i 50 µm e i 100 µm, rimangono nell’aria per un periodo compreso tra i 20 secondi e i 3 minuti.
In ogni caso, è accertato che la trasmissione avviene maggiormente quando si hanno contatti ravvicinati tra persone. In particolare il rischio di infezione è causato dal tipo e dalla durata di contatto che si ha avuto.
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
Durante l’epidemia di SARS gli studi hanno stabilito che il virus poteva essere trasmesso tramite i sistemi di areazione, per questo motivo si stanno conducendo gli stessi studi sul nuovo coronavirus
Sono stati realizzati esperimenti per capire l’eventuale trasmissione tramite i condotti d’areazione in ambienti chiusi, come uffici e ospedali. Seppur questo tipo di trasmissione non è la principale, è di fondamentale importanza studiarla per ottenere un quadro clinico più preciso possibile riguardo il Covid-19.







