A.I.I.S.A. Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici nel difficile periodo che stiamo attraversando ancora legato alla emergenza COVID 19 ha emanato una serie di importanti comunicati , riportiamo di seguito ed in sintesi quelli del 13 e 19 marzo 2020.
19/03/2020 - COVID 19 CHIARIMENTI SULLA DISINFEZIONE
AIISA ha più volte segnalato la necessità di PULIRE prima di DISINFETTARE.
La disinfezione dell’impianto può essere svolta SOLAMENTE dopo l’avvenuta pulizia meccanica dell’intero sistema (si veda il Protocollo Operativo).
Eseguire una scorretta attività di Disinfezione se da un lato tranquillizza il Cliente, in realtà però creare una Falsa illusione di sicurezza. La falsa sicurezza fa abbassare la guardia, ed inoltre non risolve il problema, ed in alcuni casi lo può peggiorare.
Riteniamo utile ricordare alcune non esaustive motivazioni tecniche da riportare ai propri clienti per spiegare il perché non si deve erogare un prodotto nell’impianto senza aver prima pulito o aver ispezionato e verificato che sia pulito (e proporre pertanto sempre l’ispezione tecnica e al bisogno la pulizia):
- la soluzione chimica ristagnando tra le sedimentazioni di sporco perde rapidamente efficacia mantenendo però l’umidità che a contatto con lo sporco crea proprio le migliori condizioni per una nuova proliferazione (soprattutto di MUFFE) Dove prima magari non c’era.
- esiste inoltre il problema della RESISTENZA, le forme batteriche che non vengono distrutte dal Biocida reagiscono diventando più forti e progressivamente più resistenti a quel tipo di attacco chimico a quel tipo di principio attivo.
- tecnicamente si può spiegare anche che il flusso d’aria così propagato non lascia un tempo di contatto sufficiente a concentrazioni così basse per effettuare un abbattimento significativo dei batteri, alcuni dei quali alcuni sono anche SPORIGENI, CIOE’ PROTETTI da un involucro NATURALE e che rimangono DORMIENTI in uno stato definito EMIVITA fino a che non si erano le condizioni per risvegliarsi riprodursi, replicarsi e diffondersi.
- non è possibile garantire che il flusso d’aria contenente la soluzione disinfettante possa entrare in contatto (e rimanerci il tempo necessario) su tutta la superficie interessata.
- nelle curve delle condotte, negli stacchi, o dove sono presenti componenti in linea si crea una sorta di rimbalzo/rotore che rallenta il flusso primario, quello che segue rallenta accumula le particelle di liquido presenti nel fogging, creando pericolosi ristagni di chimico.
- siccome la maggior parte dei disinfettanti possiede un Ph Acido o comunque anche se Basico, corrosivo, i ristagni di liquido corrodono il metallo favorendo la formazione di ossido di ferro (ruggine) la superficie diventa porosa e si crea un altro terreno di ancoraggio che poi attraverso la volatilità dell’ossido di ferro sotto forma di microparticolato va in circolo trasportando (airborns) le molecole di vario genere.
- esiste inoltre anche il rischio di diffusione dei locali di una quantità esagerata di sostanze BIOCIDE che possono creare conseguenti fenomeni di reazione allergica alle persone.
L’intero documento “Covid 19 chiarimenti sulla disinfezione” è direttamente consultabile sul sito di AIISA.
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
13/03/2020 COVID 19 ALCUNI CHIARIMENTI
AIISA raccomanda di valutare il rischio legato all’impianto aeraulico seguendo scrupolosamente il Protocollo Operativo 2013 di PER L’ISPEZIONE E LA SANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI AERAULICI rev. 0.1 del 30 aprile 2018.
Tratto dal nostro Protocollo:
Con disinfezione intendiamo: procedura atta ad eliminare o distruggere i microorganismi patogeni, ma non necessariamente tutte le forme microbiologiche, su soggetti inanimati, mediante l’applicazione di idonei agenti fisici o chimici. Che deve essere sempre preceduta da una fase di pulizia.
La disinfezione dell’impianto può essere svolta SOLAMENTE dopo l’avvenuta pulizia meccanica dell’intero sistema.
La disinfezione delle superfici e degli apparati deve essere eseguita con l’utilizzo di prodotti registrati come Presidio Medico Chirurgico.
Il prodotto disinfettante scelto deve essere compatibile con tutti i materiali presenti e non deve provocare danni al funzionamento degli apparati o alle superfici degli stessi. Nel caso in cui non sia comprovata la resistenza dei materiali presenti al prodotto, si consiglia di effettuare delle prove localizzate e verificare eventuali danneggiamenti alle superfici.
L’applicazione del disinfettante deve essere eseguita in modo da garantire il raggiungimento di tutte le superfici dell’Unità di Trattamento Aria portando particolare attenzione ai comparti di umidificazione e di scambio termico.
Il prodotto disinfettante deve poi essere lasciato agire per il tempo di contatto previsto dalla scheda tecnica del prodotto scelto.
Nel caso in cui il prodotto disinfettante lo necessiti, è necessario risciacquare le superfici e successivamente asciugarle con cura.
Al termine delle operazioni, nell’UTA non devono essere presenti ristagni d’acqua o di altri liquidi/prodotti.
La riaccensione dell’UTA al termine delle operazioni di bonifica deve essere svolta alla presenza di un responsabile della Committenza o comunque secondo le modalità riportate nel progetto di bonifica.
La disinfezione delle superfici interne alle condotte deve essere svolta utilizzando un prodotto disinfettante che, qualora non abbia un utilizzo specifico per l’uopo, sia quanto meno registrato come Presidio Medico Chirurgico.
L’applicazione del prodotto può essere effettuata con varie metodologie presenti sul mercato, con estrema attenzione alle modalità operative illustrate nella scheda tecnica, fermo restando la NECESSITA’ di evitare i ristagni di acqua all’interno delle condotte.







