COVID-19: evitare che l’impianto di ventilazione alimenti la sua diffusione

Quali operatori consapevoli desideriamo tenere costantemente aggiornati i nostri interlocutori sulle ultime evidenze scientifiche sul ruolo che gli impianti di ventilazione hanno nel modulare il rischio di diffusione di COVID-19.

La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.

Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?

Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.

È ormai consolidata la consapevolezza che la principale fonte di trasmissione di COVID-19 sia rappresentata dalle goccioline e dalle superfici contaminate.

Il 27 febbraio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il documento “Preparare il posto di lavoro per COVID-19” in cui si escludeva la possibile trasmissione del virus per via aerea (bio-aerosol).

Più recentemente però, il 29 marzo, sulla base di numerose evidenze scientifiche (1) lo stesso OMS ha rivisto la propria posizione specificando che … “la trasmissione per via aerea è possibile in talune circostanze e negli ambienti in cui vengono poste in essere procedure o trattamenti di supporto” (respiratorio n.d.r.).

Il contesto a cui fa riferimento l’OMS è chiaramente quello ospedaliero ma questo non esclude che qualsiasi altro contesto, in cui si generi bio-aerosol possa ricadere in questa casistica.

Il bio-aerosol è rappresentato da particelle di diametro inferiore a 5 micron, il cui valore medio può essere considerato il 1 micron (PM1) che, in normali condizioni rappresenta il 80% del particolato presente.

Queste particelle sono in grado di fluttuare nell’aria per lunghi periodi e possono essere trasportate a distanze superiori di 1 m, entrando negli impianti di trattamento dell’aria e, se non opportunamente filtrate, reimmesse nello stesso o in altri ambienti tramite ricircolo.

In modo più esplicito l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il 23 marzo, riferendosi agli ambienti lavorativi, ha sottolineato l’importanza di escludere il ricircolo dell’aria per “… evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni (batteri, virus, ecc.) nell’aria”.

Lo stesso ISS raccomanda: “… Negli edifici dotati di impianti di riscaldamento/raffrescamento (es. pompe di calore, fancoil, o termoconvettori), tenere spenti gli impianti per evitare che, il possibile ricircolo del virus SARS-CoV-2 in aria. Se non è possibile tenere fermi gli impianti, pulire settimanalmente in base alle indicazioni fornite dal produttore, ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo per mantenere bassi i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. La polvere catturata dai filtri rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, e comunque di agenti biologici…”

Il principale punto di raccolta del bio-aerosol è certamente rappresentato dai filtri, ma occorre non dimenticare che lo sporco presente in tutti gli apparati interni degli impianti a partire dalle superfici interne delle Unità di Trattamento Aria (UTA), le batterie di scambio termico, i recuperatori di calore, delle condotte, ecc., aumenta il rischio microbiologico.

Ove non è possibile effettuare, in tempi brevi, la pulizia e disinfezione degli impianti aeraulici nella loro totalità, come previsto dalla normativa vigente (2), Techno One, sulla base delle conoscenze impiantistiche e della decennale esperienza in ambito di sanificazione, indica i seguenti interventi correttivi:

UTA

  • a) Indossare i corretti DPI (occhiali protettivi, mascherine almeno FFP3, guanti PVC, tute monouso, ecc)
  • b) Disinfettare accuratamente le superfici e gli apparati interni tramite aerosolizzazione, con particolare attenzione ai filtri e con prodotti efficaci vs Coronavirus. Particolare attenzione deve essere posta ai filtri sull’estrazione e ai filtri che trattano aria di ricircolo.
  • c) Estrarre i filtri ed eseguire la sanificazione interna dell’UTA.
  • d) I filtri vanno subito messi in idonei contenitori che impediscano l’eventuale contaminazione dell’ambiente circostante e movimentati, trasportati e gestiti come rifiuti pericolosi.
  • e) Sostituire i filtri ed aumentarne ove possibile (previa analisi di fattibilità) il grado di filtrazione. I filtri vanno sempre sostituiti con filtri nuovi, tuttavia data l’attuale emergenza, se non è possibile nell’immediato, lavare e disinfettare opportunamente i pre-filtri o i filtri rigenerabili.
  • f) Valutare l’installazione di sistemi di trattamento dell’aria in continuo al fine di ridurne la carica microbica

Terminali

  • g) Pulire accuratamente e disinfettare. Particolare attenzione deve essere posta alle griglie di estrazione e di ricircolo.

Fancoils / Termoventilati

  • a) Sostituire i filtri. Particolare attenzione deve essere posta ai filtri sull’estrazione e ai filtri che trattano aria di ricircolo. (idonea procedura proposta per UTA)
  • a) Pulire e disinfettare tutti gli apparati interni accessibili (se non è possibile, spegnere le Unità)

Inoltre, per la sicurezza degli operatori e per evitare la dispersione di contaminanti nell’ambiente, si raccomanda che qualsiasi intervento sugli impianti venga effettuato da operatori qualificati, formati e dotati di opportuni DPI per la gestione del rischio microbiologico specifico (COVID-19) ed in possesso di precise procedure operative per la gestione dell’intervento e dei rifiuti da esso generati.

Techno One opera in ottemperanza al Protocollo Operativo dall’Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici (AIISA) Rev 1.0 del 2018 e la propria attività è oggetto di verifica e validazione da parte di AIISA/IQC e della Associazione Nazionale Medici di Direzione Ospedalieri (ANMDO).

Inoltre Techno One è in grado di definire, tramite procedura codificata (AIISA), l’Attestato di Efficienza Igienica (AEI) di ogni impianto aeraulico che indica l’attitudine a garantire una determinata qualità dell’aria anche dal punto di vista microbiologico.

Ulteriori contributi tecnici al controllo di COVID-19 sono recentemente forniti da AICAAR quali, tra gli altri, l’aumento della portata d’aria, la forzatura delle serrande in sola aria esterna e la disattivazione o by-pass del recuperatore di calore.

(1) Bibliografia disponibile su richiesta.

(2) Presidenza del Consiglio (Conferenza Permanente Stato-Regioni): “Schema di Linee Guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione ” del 5 ottobre 2006 e “Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria” del 7 febbraio 2013. D.Lgs 81/2008 Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro del 10 aprile 2008.

Paderno Dugnano, li 20.04.2020 Rev.0.1

La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.

Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?

Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.

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