È stato pubblicato il 27 aprile 2021 sulla rivista scientifica statunitense PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America) un articolo di Martin Z. Bazant and John W. M. Bush sulla trasmissione per via aerea del Covid 19.
La trasmissione per via aerea del virus SARS-COV-2 responsabile della malattia comunemente nota come Covid 19 avviene attraverso l’inalazione di goccioline di aerosol espirate da una persona infetta e si ritiene che ora sia la principale via di trasmissione del virus. Ipotizzando che le goccioline respiratorie siano miscelate uniformemente in uno spazio indoor (ovvero uno spazio interno confinato), viene definita una semplice linea guida per mitigare il rischio di trasmissione aerea che imporrebbe un limite superiore al prodotto algebrico del numero di occupanti e del loro tempo trascorso in una stanza. Il modello teorico identifica la misura del rischio di trasmissione, che è ridotto in grandi stanze con tassi di ricambio d’aria elevati, ed aumenta in ambienti con attività respiratorie più vigorose ed è drasticamente ridotto dall’uso di maschere facciali.
L’attuale rinascita dell’economia americana si basa sul distanziamento sociale, in particolare sulla regola dei 6 piedi (pari a 1,8 ml di distanza), una linea guida che però offre poca protezione dalle goccioline di aerosol portatrici di patogeni sufficientemente piccole da essere continuamente mescolate in un ambiente indoor. L’importanza della trasmissione aerea del virus SARS-COV-2 è ora ampiamente riconosciuta. Recentemente siano stati sviluppati strumenti per la valutazione del rischio, qui ci basiamo su modelli di trasmissione di malattie per via aerea al fine di derivare una linea guida di sicurezza interna che imponga un limite superiore al “tempo di esposizione cumulativo”, il prodotto del numero di occupanti per il tempo di permanenza in uno spazio chiuso. Dimostriamo come questo limite dipenda dai tassi di ventilazione e filtrazione dell’aria, dalle dimensioni della stanza, dalla frequenza respiratoria, dall’attività respiratoria e dall’uso della maschera facciale dei suoi occupanti e dall’infettività degli aerosol respiratori. Sintetizzando i dati disponibili dagli eventi di diffusione in ambiente indoor meglio caratterizzati con distribuzioni delle dimensioni delle gocce respiratorie, stimiamo una dose infettiva dell’ordine di 10 virioni trasmessi da aerosol. Il nuovo virus (sindrome respiratoria acuta grave coronavirus SARS-CoV-2) è quindi dedotto come di un ordine di grandezza più contagioso del suo predecessore (SARS-CoV), coerente con lo stato pandemico raggiunto da COVID-19. Vengono presentati casi di studio per aule e case di cura e vengono forniti un foglio di calcolo e un’app online per facilitare l’uso delle linee guida. Vengono prese in considerazione le implicazioni per il tracciamento dei contatti e la quarantena e vengono enumerati gli opportuni avvertimenti. Particolare attenzione viene data ai flussi respiratori, che possono aumentare notevolmente il rischio quando non si indossano maschere facciali.
Leggi l’articolo completo “A guideline to limit indoor airborne transmission of COVID-19”.
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