Nuovo decreto italiano: qualità delle acque destinate al consumo umano

Decreto Legislativo 23 Febbraio 2023, N.18

Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua

Sintesi panoramica del nuovo Decreto che rappresenta l’attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184.

Il Decreto sostituisce il precedente D. Lgs. 31/2001 e s.m.i.

La tematica è assai estesa e complessa; a testimonianza dell’ampiezza della tematica sono state emesse anche delle specifiche Linee Guida di approfondimento, denominate Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e in talune navi ai sensi della Direttiva (UE) 2020/2184.

Campo di applicazione del nuovo Decreto: tutti gli edifici pubblici e privati, a valle della responsabilità del Gestore del pubblico (ossia a valle di ciascun punto di fornitura dell’acquedotto pubblico), in cui l’acqua, distribuita mediante un impianto idrico, giunge alle utenze che la utilizzano per scopi alimentari e igienici.

Obiettivo chiave del nuovo Decreto: la tutela della sicurezza dell’acqua, centrandosi sulla gestione (a 360°) del cosiddetto “rischio all’ultimo miglio” della distribuzione idrica, ovvero a valle del punto di consegna all’edificio/sito dell’acqua da parte dell’acquedotto.

La gestione di tale rischio compete ad una nuova funzione specificatamente prevista dal Decreto, ossia il Gestore Idrico della Distribuzione Interna dell’acqua (acronimo: GIDI) dell’edificio, del locale o del complesso di edifici o locali.

Con GIDI, il nuovo Decreto identifica il proprietario, il titolare, l’amministratore, il direttore o qualsiasi soggetto, anche se delegato o appaltato, che sia responsabile (con poteri decisionali autonomi e delega di spesa) del sistema idropotabile di distribuzione interna ai locali pubblici e privati, collocato fra il punto di consegna e il punto d’uso dell’acqua.

L’art. 9 del nuovo Decreto, prevede espressamente che i gestori della distribuzione idrica interna effettuino una valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni agli “edifici (o locali) prioritari” individuati all’Allegato VIII del medesimo.

 Le criticità legate alla Legionella nascono spesso da condizioni impiantistiche che non producono nessun segnale visibile.

Sai davvero in che condizioni è il tuo impianto idrico?

 Stagnazioni, temperature fuori range, punti di generazione di aerosol: sono le condizioni ordinarie che creano il contesto di rischio. Presenti in molti impianti attivi e apparentemente funzionanti.

Gli “edifici (o locali) prioritari” sono definiti gli “immobili di grandi dimensioni, ad uso diverso dal domestico, o parti di detti edifici, in particolare per uso pubblico, con numerosi utenti potenzialmente esposti ai rischi associati all’acqua”, includendo tra essi:

Tali edifici/strutture sono classificati in differenti livelli di priorità, in ordine decrescente di complessità da A (il più complesso) ad E (il meno complesso), così come sintetizzato nella tabella seguente:

* Gli Istituti penitenziari vengono classificati in priorità C e assoggettati alle relative azioni di controllo in merito alla valutazione e gestione del rischio; ove tali azioni risultino non sostenibili con mezzi congrui si raccomanda che al minimo siano previste le azioni previste per edifici di priorità D.
CLASSE PRIORITARIA EDIFICI/STRUTTURE/LOCALI INCLUSI
A Strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali in regime di ricovero
B Strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali non in regime di ricovero inclusi centri riabilitativi, ambulatoriali e odontoiatrici
C C1 – Strutture ricettive alberghiere, Istituti penitenziari*, navi, stazioni, aeroporti
C2 - Ristorazione pubblica e collettiva, incluse mense aziendali (pubbliche e private) e scolastiche
D Caserme. Istituti penitenziari*. Istituti di istruzione dotati di strutture sportive, campeggi, palestre, e centri sportivi, fitness e benessere (SPA, wellness).
Altre strutture ad uso collettivo (es. stabilimenti balneari)
E No Altri edifici pubblici e privati (condomini, abitazioni, uffici, istituti di istruzione ed educativi, attività commerciali, ecc.)

La tutela della sicurezza dell’acqua, mediante una specifica gestione del rischio, è modulata sulla base della complessità della Classe (prioritaria) di appartenenza.

Le attività minime richieste sono parzialmente sintetizzate nella tabella seguente:

* Gli Istituti penitenziari vengono classificati in priorità C e assoggettati alle relative azioni di controllo in merito alla valutazione e gestione del rischio; ove tali azioni risultino non sostenibili con mezzi congrui si raccomanda che al minimo siano previste le azioni previste per edifici di priorità D.
CLASSE PRIORITARIA EDIFICI/STRUTTURE/LOCALI INCLUSI
A Le attività richieste sono complesse e numerose e necessitano di un approfondimento specifico a parte. È richiesto uno specifico Piano di Sicurezza delle Acque (Acronimo: PSA), con particolare riguardo a piombo e Legionella, che necessita di un costante lavoro, attuato da un Team multidisciplinare presieduto da un Team leader Strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali in regime di ricovero
B È richiesta la definizione di uno specifico piano di autocontrollo degli impianti idrici interni, con controllo minimo relativo a piombo e Legionella Strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali non in regime di ricovero inclusi centri riabilitativi, ambulatoriali e odontoiatrici
C1 È richiesta la predisposizione di un piano di autocontrollo degli impianti idrici interni, eventualmente incorporato in documenti di analisi di rischio finalizzati alla prevenzione sanitaria (es. Documento valutazione dei rischi ai sensi del D. Lgs. 81/08 e s.m.i., così come indicato nelle specifiche Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi in vigore; piano di autocontrollo HACCP) con controllo minimo relativo a piombo e Legionella. C1 – Strutture ricettive alberghiere, Istituti penitenziari*, navi, stazioni, aeroporti
C2 È richiesta la predisposizione di un piano di autocontrollo degli impianti idrici interni, eventualmente integrato del piano di autocontrollo HACCP. C2 - Ristorazione pubblica e collettiva, incluse mense aziendali (pubbliche e private) e scolastiche.
D Al minimo, piano di verifica igienico sanitaria (monitoraggio) dell'acqua destinata al consumo umano basato sulle Linee Guida per la valutazione e gestione del rischio per la sicurezza dell'acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e di talune navi ai sensi della direttiva (UE) 2020/2184 Caserme. Istituti penitenziari*. Istituti di istruzione dotati di strutture sportive, campeggi, palestre, e centri sportivi, fitness e benessere (SPA, wellness). Altre strutture ad uso collettivo (es. stabilimenti balneari).

IMPORTANTE: Il Nuovo Decreto indica, come data ultima per l’esecuzione della valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione interni per gli edifici e locali prioritari, la data del 12 Gennaio 2029.

Raccomandazioni per edifici non prioritari (CLASSE E)

Le indicazioni specifiche principali (riportate nelle Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e in talune navi ai sensi della Direttiva (UE) 2020/2184) per gli edifici di classe E (che sono indicati quali altri edifici pubblici e privati: condomini, abitazioni, uffici, istituti di istruzione ed educativi, attività commerciali, ecc.) sono le seguenti:

 Le criticità legate alla Legionella nascono spesso da condizioni impiantistiche che non producono nessun segnale visibile.

Sai davvero in che condizioni è il tuo impianto idrico?

 Stagnazioni, temperature fuori range, punti di generazione di aerosol: sono le condizioni ordinarie che creano il contesto di rischio. Presenti in molti impianti attivi e apparentemente funzionanti.

Legionella

Per quanto riguarda esclusivamente le strutture che sono comprese nella classe B (Strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali non in regime di ricovero inclusi centri riabilitativi, ambulatoriali e odontoiatrici) e C1 (Strutture ricettive alberghiere, Istituti penitenziari*, navi, stazioni, aeroporti), facendo riferimento allo specifico campionamento per la ricerca di Legionella, è indicata anche la frequenza minima obbligatoria d’esecuzione: almeno due volte l’anno.

VALORE LIMITE: per tutte le Classi di Edifici, gli esiti delle analisi per Legionella devono risultare conformi al valore indicato dal nuovo Decreto che stabilisce il valore di <1.000 UFC/L.

Le modalità e le azioni correttive relative al superamento del valore limite (< 1.000 UFC/L) sono descritte, nelle Linee Guida (Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e in talune navi ai sensi della Direttiva (UE) 2020/2184), in Appendice C – Paragrafo C.2. “Monitoraggio Legionella. Criteri generali per campionamento, analisi e azioni correttive”. Tale Paragrafo integra e richiama quanto già indicato nelle specifiche Linee Guida Nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 7 Maggio 2015, che restano valide ed in vigore.

IMPORTANTE – In tale paragrafo, si indica, anche, che: azioni correttive potrebbero essere prese in considerazione anche al di sotto del valore di parametro (100-1.000 UFC/l), in caso di infezioni e focolai, rimandando a quanto anche raccomandato nelle Linee Guida Nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 7 Maggio 2015.

Piombo

Il pericolo piombo è associato alla presenza di tubazioni e collegamenti di servizio in piombo negli impianti degli edifici, e anche di leghe e saldature al piombo, che non dovrebbero più essere utilizzate o installate nei sistemi idrici.

L’indicazione riportata nelle Linee Guida (Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e in talune navi ai sensi della Direttiva (UE) 2020/2184) è la seguente: in linea generale può considerarsi che la diffusione di materiali a base di piombo nelle reti di distribuzione per acque destinate al consumo umano ha avuto luogo fino agli anni ‘60 del secolo scorso con sporadiche eccezioni negli anni più recenti. Pertanto, in generale, i centri o i quartieri storici possono rappresentare aree a più elevato rischio, qualora non siano state effettuate ristrutturazioni degli impianti idrico-sanitari.

VALORE LIMITE: le concentrazioni del piombo devono essere conformi al valore di 10 μg/L, e, al più tardi, entro il 12 gennaio 2036, al valore di 5,0 μg/L.

 Le criticità legate alla Legionella nascono spesso da condizioni impiantistiche che non producono nessun segnale visibile.

Sai davvero in che condizioni è il tuo impianto idrico?

 Stagnazioni, temperature fuori range, punti di generazione di aerosol: sono le condizioni ordinarie che creano il contesto di rischio. Presenti in molti impianti attivi e apparentemente funzionanti.

Piano di verifica Igienico Sanitaria (monitoraggi microbiologici) dell’acqua destinata al consumo umano

Le Linee Guida (Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e in talune navi ai sensi della Direttiva (UE) 2020/2184) indicano quanto segue:

“I punti di campionamento e la frequenza dei prelievi dovrà consentire di rilevare situazioni pericolose, tenendo conto anche del rischio legionellosi. Il campionamento deve essere effettuato prima che venga attuato un qualunque intervento di disinfezione o di pratica preventiva di pulizia con qualunque metodo oppure a distanza di un tempo congruo dalla loro esecuzione (dopo circa 48 ore dalla disinfezione e dall’avvenuta messa a regime post-intervento dell’impianto).”

La definizione dei punti di campionamento (e la relativa frequenza di campionamento) per i sistemi di distribuzione interni degli edifici e locali prioritari, deve essere basata sulla specifica valutazione del rischio.

In riferimento alla frequenza di campionamento, come riferimento puramente indicativo, può essere impiegata la specifica Tabella riportata nel nuovo Decreto e relativa alla frequenza minima di campionamento dei sistemi di fornitura idro-potabile (ricordiamo che con sistema di fornitura idro-potabile, il nuovo Decreto definisce: l’insieme di risorse, sistemi e attività operate dal gestore idro-potabile a partire dall’approvvigionamento delle risorse idriche, comprendendo i trattamenti e la distribuzione delle acque fino al punto di consegna).

Tabella A2. Volumi di acqua distribuiti e campionamenti minimi richiesti (DL.vo18/23)

Volumi di acqua distribuiti o prodotti ogni giorno in una zona di fornitura idropotabile m3/d Parametri-Gruppo A, numero di campioni all'anno Parametri-Gruppo B, numero di campioni all'anno
< 10 > 0 > 0
≥ 10 ≤ 100 2 1
> 100 ≤ 1000 4 1
> 1000 ≤ 10.000 4 per i primi 1000 m3/d
+ 3 per ogni 1000 m3/d aggiuntivi e ralativa frazione del volume totale
1 per i primi 1000 m3/d
+ 1 per ogni 4.500 m3/d aggiuntivi e ralativa frazione del volume totale
> 10.000 ≤ 100.000 3 per i primi 10.000 m3/d
+ 1 per ogni 10.000 m3/d aggiuntivi e ralativa frazione del volume totale
> 100.000 12 per i primi 100.000 m3/d
+ 1 per ogni 25.000 m3/d aggiuntivi e ralativa frazione del volume totale

In merito ai parametri base da monitorare nei sistemi di distribuzione interni degli edifici e locali prioritari, nelle Linee Guida (Linee guida per la valutazione e la gestione del rischio per la sicurezza dell’acqua nei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari e non prioritari e in talune navi ai sensi della Direttiva (UE) 2020/2184), è indicato che: per le reti di distribuzione interne si ritiene sufficiente incentrare il controllo/monitoraggio quantomeno sui seguenti parametri:

In circostanze specifiche, a tali parametri vanno aggiunti quelli attinenti al caso, quali, a titolo d’esempio:

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