Alcune considerazioni dell'Ing Gregorio Mangano sull'aria che respiriamo nelle nostre città
Nelle città italiane si respira aria sempre più inquinata e pertanto dobbiamo agire per tutelare la nostra salute, ridurre la nostra esposizione agli inquinanti e respirare aria migliore nei luoghi chiusi nei quali trascorriamo più tempo, come gli uffici, le case, i grandi hub quali aeroporti e stazioni, i centri di aggregazione come cinema, teatri e luoghi di culto, nelle scuole e nelle università, nei centri commerciali e nei supermercati, nei mezzi di trasporto quali aerei, treni, pullman e auto, negli ospedali e negli ambulatori, nei nosocomi e nelle RSA.
Difendere la qualità dell’aria che respiriamo è un nostro diritto sancito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità il 15 maggio del 2000 con il report The Right to Healthy Indoor Air
Tutti gli studi di seguito riportati evidenziano un riacutizzarsi dell’inquinamento presente nell’aria esterna delle nostre città, questa situazione, di per sé complicata, si accompagna ad altri fattori di rischio che rendono ancora più gravoso e più complesso il quadro:
- La recente pandemia da Sars-Cov-2 ci ha insegnato che un inquinamento maggiore nell’aria che respiriamo equivale a una maggiore probabilità di trasportare il virus nell’aria, infatti abbiamo imparato che il virus e tutti gli agenti patogeni che possono nuocere alla nostra salute vengono aereo-trasportati dal particolato presente nell’aria (il PM) e dal bioaerosol;
- L’aggravarsi della crisi climatica ci imporrà, in un prossimo futuro, di passare ancora più tempo all’interno di ambienti chiusi e climatizzati, ove le condizioni termo-igrometriche e di qualità dell’aria sono ottenute mediante sistemi meccanici di trattamento dell’aria;
- L’acutizzarsi della crisi energetica impone maggiore attenzione ai consumi e di conseguenza al contenimento delle dispersioni energetiche, pertanto si realizzano edifici sempre più sigillati nel quale l’unica fonte di trattamento dell’aria è nuovamente di carattere meccanico;
- L’attuale crisi energetica imporrà nei prossimi anni l’utilizzo maggiore di fonti fossili più inquinanti, pertanto è difficile attendersi in breve un significativo e stabile miglioramento dell’inquinamento nell’aria esterna;
- Utilizzare in modo ancora maggiore i sistemi di trattamento dell’aria per controllare la temperatura, l’umidità, il ricambio, il movimento e la qualità dell’aria, se da un lato è un vantaggio perché può rendere più efficiente, efficace e misurabile il benessere nell’ambiente interno, dall’altro però richiede maggiore attenzione alla manutenzione e maggiore competenza perché non basta filtrare l’aria ma bisogna tenere tutte le superfici degli impianti di trattamento perfettamente pulite per evitare contaminazione di carattere microbiologico, bisogna controllare lo stato pulizia di tutti gli elementi ed includere la sanificazione dei canali dell’aria e più in generale degli impianti aeraulici tra le attività periodiche oggetto di manutenzione.

Abbiamo tutte le conoscenze e le competenze per poter trovare soluzioni per:
- ottenere una buona qualità dell’aria,
- proteggere gli ambienti,
- respirare aria più sana e proteggere la nostra salute
- e contestualmente essere più sostenibili e consumare meno risorse
ma è sempre più necessario passare per una fase di progettazione e non avventurarsi in azioni estemporanee e slegate l’una dall’altra, infatti non ha senso partire con l’idea di installare un dispositivo meccanico di qualsiasi genere o tipo o iniziare a sanificare o filtrare e ventilare se tutti questi aspetti non vengono inglobati in un unico e solo progetto.
Per noi di TECHNO ONE “FARE UN PROGETTO SIGNIFICA”
- ANALIZZARE e studiare il problema, comprendere il contesto e più in generale la situazione;
- DEFINIRE l’obiettivo sostenibile da conseguire (es. obiettivo e livello di pulizia/sanificazione da conseguire ovvero definire un protocollo di validazione condiviso);
- PIANIFICARE un piano di azioni (es: periodicità e tipologia di controlli in continuo o puntuali, di attività di sanificazione e/o decontaminazione e disinfezione dei sistemi aeraulici: CTA, UTA, CDZ estrattori, condotti aeraulici, diffusori e filtri, ventilconvettori ed altri organi di impianto, sanificare gli impianti di condizionamento);
- GESTIRE, monitorare e controllare l’avanzamento ed il raggiungimento dell’obiettivo.
Le attività certificate ISO 9001 di TECHNO ONE sono
- Progettazione ed erogazione dei servizi di ispezione, pulizia, disinfezione, sanificazione, bonifica e manutenzione di impianti aeraulici e monitoraggio qualità dell’aria, anche al fine della verifica della loro idoneità igienico sanitaria;
- Progettazione ed erogazione dei servizi di ispezione, pulizia, disinfezione, sanificazione e manutenzione di impianti idrici, anche al fine di verifica della loro idoneità igienico sanitaria;
- Commercializzazione di prodotti per l’igiene degli impianti e per il trattamento dell’aria e delle acque.
Le modalità operative per effettuare la corretta valutazione dello stato igienico degli impianti e per sanificarli sono correttamente identificate ed ampiamente descritte nel Protocollo Operativo emanato da A.I.I.S.A. “L’ispezione e la sanificazione degli impianti aeraulici”. TECHNO ONE ha la qualifica del processo di PULIZIA E SANIFICAZIONE DEI SISTEMI AERAULICI in conformità ai requisiti previsti dal Protocollo Operativo AIISA– IQC validato A.N.M.D.O. (Associazione Nazionale Medici di Direzione Ospedaliera).
L’obiettivo finale è quello di tutelare la salute di tutti, dei bambini che frequentano le scuole, dei lavoratori negli uffici e nelle industrie, degli infermieri, dei pazienti e dei dottori negli ospedali. Facciamo un lavoro nobile se siamo capaci, con la nostra azione, di fare la differenza tra il buono stato di salute e la malattia delle persone che vivono nei luoghi dove prestiamo la nostra opera, nelle scuole e negli ospedali.
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
Ogni individuo ha diritto di respirare aria interna sana
Il 15 maggio del 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel documento intitolato “ The Right to Healthy Indoor Air” riporta dei chiari principi che devono inspirare e guidare le azioni della nostra società quali per esempio:
- Principio 1 – In base al principio del diritto umano alla salute, ogni individuo ha DIRITTO respirare aria interna sana.
- Principio 6 – In base al principio di responsabilità, tutte le organizzazioni pertinenti dovrebbero stabilire criteri espliciti per valutare la qualità dell’aria negli edifici e il suo impatto sulla salute della popolazione e sull’ambiente.
Principio 9 – In base al principio di sostenibilità, le preoccupazioni per la salute e l’ambiente non possono essere separate e la fornitura di aria interna sana non dovrebbe compromettere integrità ecologica globale o locale, o i diritti delle generazioni future.
Dobbiamo pretendere di respirare aria sana e lavorare in modo sostenibile per riuscirci.
Cop27, Conferenza delle Nazioni Unite
Alcune considerazioni ulteriori arrivano dalla recente Cop27, Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2022 che si è tenuta di recente a Sharm el-Sheikh: uno spunto di riflessione importante è l’influenza che il clima ha sull’inquinamento atmosferico e di conseguenza sulla salute.
Il clima è salute: il miglioramento della salute umana è responsabilità di ogni essere umano.
Lo ribadisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ricorda che la crisi climatica continua a far ammalare le persone e rappresenta una seria minaccia per la vita. Recenti studi stimano infatti che entro il 2030 ci sarà un allarmante aumento della mortalità annuale (+ 250.000 decessi) a causa delle patologie correlate all’inquinamento e al riscaldamento per effetto dei gas serra e a causa dei sempre più diffusi disastri ambientali.
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
Una classifica sulla qualità dell’aria
L’agenzia europea dell’ambiente (AEA) ha pubblicato uno studio che comprende una classifica sulla qualità dell’aria, da cui si ricava che l’Italia è agli ultimi posti in Europa per la qualità dell’aria che respiriamo.
Nello studio si sottolinea che l’inquinamento atmosferico rappresenta ancora un rischio severo per la salute, infatti nel 2018 è stato calcolato che nei 41 Paesi europei si sono verificate 417.000 morti a causa dell’inquinamento atmosferico.
La concentrazione massima di particolato fine, secondo una direttiva europea, non dovrebbe superare 25 μg/m3 mentre le regole indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fissano un limite da non superare ancora più basso, cioè 10 μg/m3, per approfondire vedi anche l’articolo Linee guida dell’OMS sulla qualità dell’aria globale dove si stima che ogni anno l’esposizione all’inquinamento atmosferico causi ancora milioni di morti e la perdita di anni di vita sani, essendo ormai alla pari con altri importanti rischi per la salute globale come diete malsane e fumo di tabacco.
La mappa visuale dell'aria nelle città europee secondo l’agenzia europea dell’ambiente (AEA)
Milano è tra le grandi città più inquinate, dato che si trova al 318° posto su 344 per qualità dell’aria, ma Padova e Cremona detengono il record, posizionandosi rispettivamente al terzultimo e penultimo posto.
La classifica pubblicata dall’AEA è consultabile anche sotto forma di mappa visuale a questo link European city air quality viewer, e riporta i dati sui livelli di particolato fine (PM2,5) di una serie di città europee, basata sui dati comunicati all’Agenzia dai Paesi membri a norma delle direttive dell’Ue sulla qualità dell’aria.

Nell’immagine della mappa europea, i puntini blu e azzurri indicano una buona qualità dell’aria (meno di 10 μg/m3), quelli gialli e arancioni da media a mediocre (da 10 a 24 μg/m3), mentre i puntini rossi indicano una pessima qualità dell’aria, superando i 25 μg/m3.
I dati provengono dalle misurazioni a terra del PM2,5 effettuate dalle stazioni di monitoraggio nelle aree urbane e suburbane, che delineano un quadro netto dell’esposizione della popolazione all’inquinamento atmosferico.
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
Le città meno inquinate d'Europa
Dai dati rilevati nel periodo 2019 – 2020 le città meno inquinate sono risultate Umeå (Svezia), Tampere (Finlandia) e Funchal (Portogallo), invece quelle che hanno riscontrato i peggiori dati riguardo l’aria pulita nell’intervallo temporale sono risultate Nowy Sacz (Polonia), Cremona (Italia) e Slavonski Brod (Croazia).

Nell’immagine che riguarda solo l’Italia, si nota come i punti critici siano situati soprattutto in Pianura Padana e comunque nel nord, mentre nelle città del mezzogiorno e delle isole si respira un’aria più pulita.
Tra le città in cui l’aria è classificata come inquinata, possiamo notare anche altri luoghi della Lombardia: oltre a Milano, troviamo agli ultimi posti anche Brescia, Pavia e Bergamo.
Legambiente ha pubblicato uno studio sulla qualità dell'aria nelle città italiane
Si tratta del report “Mal’aria di città. Quanto manca alle città italiane per diventare clean cities” che mette in evidenza l’emergenza smog su 102 città italiane: nessuna città fra quelle analizzate rispetta tutti i valori suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per PM10, PM2.5 e NO2. Nel rapporto viene evidenziata anche la sentenza di condanna nel novembre 2020 da parte della Corte europea di giustizia nei confronti dello Stato italiano (causa 644/18) per quanto riguarda la procedura di infrazione sulle polveri sottili (PM10) registrate in Italia dal 2008 al 2018 e, ancora attualmente, l’Italia ha attive tre procedure di infrazione per tre inquinanti: il PM10, PM2.5 e il biossido di azoto (NO2).
Si è giunti alla conclusione che il problema dell’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale ma anche, e soprattutto, sanitario. La recente pandemia ci ha insegnato quanto la salute delle persone dipenda dall’ambiente che ci circonda, sono state infatti accertate forti correlazioni tra l’esposizione continua ad elevati livelli di inquinamento atmosferico e l’aumento della sintomatologia da Covid 19, a causa della fragilità indotta dall’inquinamento sulla salute delle popolazioni.
Secondo Legambiente il problema riguarda molte città in Italia e non solo la pianura padana


Nelle infografiche viene evidenziata la concentrazione media annuale nel 2021 di Polveri sottili (PM10 e PM2.5)
La media annuale è stata calcolata come media delle medie annuali delle singole centraline di monitoraggio ufficiale delle Arpa classificate come urbane (fondo o traffico).
Scarica il report di Legambiente Mal’Aria di città in pdf.
Per la relazione tra l’inquinamento atmosferico e la qualità dell’aria indoor vedi anche la sezione Indoor Air Quality.







