Pubblichiamo un estratto video dell'intervento dell'ing. Marco D’Orinzi, HSE, consulente, Auditor settore Sanità, al meeting annuale di NADCA e AIISA.
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
Una volta presa la parola l’Ing. D’Orinzi si sofferma sul ruolo dell’emergenza pandemica nell’evidenziare le criticità delle strutture sanitarie, troppo spesso inadatte a sostenere il processo di cura ed assistenza, per quanto riguarda lo stato e la manutenzione degli impianti aeraulici e la qualità dell’aria.
Continuità operativa, necessità di isolare i casi di ICA (Infezioni correlate all’assistenza) e manutenzione degli impianti sono i tre ambiti sul quale focalizzarsi e all’interno dei quali il protocollo operativo AIISA può essere applicato. Approfittando dell’intervista al Dottor Borgognoni, l’Ing. dell’Ordine di Frosinone fa riferimento all’approccio dei soci AIISA in contesto sanitario e del valore aggiunto che il protocollo ricopre nell’ambito della qualità dell’aria nelle residenze sanitarie assistenziali.
Come va utilizzato il protocollo e come si deve operare in determinati contesti emergenziali? Il socio AIISA dev’essere abile nell’integrare l’opera consulenziale e operativa con sensibilità e attenzione, deve comprendere fino in fondo il contesto in cui si andrà ad operare, oltre che saper valutare le esigenze ed i rischi legati all’intervento. Proprio riguardo quest’ultimo punto, va posta la massima importanza sulle competenze del personale e sull’approccio multidisciplinare da adottare per far sì che il protocollo venga applicato correttamente sfruttandone tutte le potenzialità.








