A.I.I.S.A. ha partecipato a “Pulire” per promuovere l’importanza che il settore della pulizia e sanificazione dei sistemi aeraulici gode nell’ambito della pulizia professionale. A colloquio con l’Ing. Mangano, conosciamo i dettagli di questo settore così vicino e complementare a chi si occupa di pulizia delle superfici.

La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
L'intervento dell'ing. Gregorio Mangano alla Fiera "Pulire" è stato pubblicato su GSA Il Giornale dei Servizi Ambientali
Tra gli ospiti di Pulire 2.0 quest’anno c’era A.I.I.S.A. l’Associazione italiana igienisti sistemi aeraulici. Ha introdotto i lavori Stefania Verrienti, segretario AfidampFab, che ha voluto presentare alla platea A.I.I.S.A., da poco entrata tra le fila di AfidampFed di cui condivide la stessa filosofia che da anni muove Afidamp, ovvero quella di promuovere una cultura della pulizia. Troppo spesso siamo abituati ad associare alla pulizia solo quelle superfici che visibilmente riconosciamo come soggette a sporco: ma la pulizia e la sanificazione dei circuiti aeraulici è altrettanto importante perché dall’igiene di tali sistemi deriva la qualità dell’aria e quindi la tutela di chi opera negli ambienti. Pertanto la collaborazione con Afidamp e la presenza a Verona 2013 è stata per A.I.I.S.A. una nuova occasione di far conoscere al mondo della pulizia professionale questo nuovo settore di attività imprenditoriale.
Il seminario
Nel Centro Congressi Palaexpo di VeronaFiere, presso la Sala Respighi, si è dunque tenuto proprio nel giorno inaugurale della fiera un seminario dal titolo “Una competenza essenziale per la pulizia professionale dei sistemi aeraulici”. Il dott. Andrea Casa, Presidente A.I.I.S.A. ha parlato dell’evoluzione normativa nel campo della sanificazione aeraulica ed ha illustrato il rapporto stretto che intercorre tra manutenzione ordinaria e manutenzione igienica, enucleando le disposizioni normative vigenti a cui fare riferimento. L’obiettivo dell’intervento è infatti stato quello di fornire una definizione puntuale dei due tipi di manutenzione chiarendo l’identità, il profilo tecnico-professionale e le competenze chiave relative. Il secondo intervento è stato condotto dall’ing. Gregorio Mangano, consigliere di A.I.I.S.A., che ha parlato dell’importanza dell’igiene negli ambienti aeraulici. Grazie al suo prezioso contributo, vi proponiamo di seguito un compendio dei contenuti dell’evento congressuale, che aiuti a comprendere meglio l’importanza di questo settore nell’economia della pulizia professionale e della tutela della salute pubblica.
L’evoluzione normativa della sanificazione aeraulica
Il panorama legislativo si è di recente evoluto ed al fine di specificare tecnicamente le disposizioni del D.L. 81/2008 sono state emanate il 7 febbraio 2013 delle nuove Linee-Guida emesse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Conferenza Stato Regioni) dal titolo “Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria” (si veda a proposito GSA marzo 2013). Il documento fornisce al datore di lavoro le indicazioni pratiche sia per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria che per la pianificazione degli interventi di manutenzione e si applica a tutti gli impianti di trattamento dell’aria, a servizio di ambienti di lavoro chiusi.
Il responsabile della pianificazione degli interventi di manutenzione igienico sanitaria è il datore di lavoro o un suo incaricato (RSPP, etc.)
che provvede a far eseguire il compito a personale incaricato specializzato e adeguatamente formato che abbia competenze nel campo dell’igiene aeraulica. La frequenza dei controlli è da stabilirsi sulla base di uno specifico monitoraggio e comunque almeno annualmente.
L’identikit di un impianto aeraulico

La domanda potrebbe sembrare banale, ma la definizione chiara di che cosa sia un impianto aeraulico ci porta a capire meglio come inquadrare le manutenzioni ordinarie ed igieniche.
Cos’è dunque un impianto aeraulico e da quali componenti essenziali è formato?
«Sono tutti gli impianti – spiega Mangano – che, facendo circolare l’aria in ambiente indoor, garantiscono il benessere termo-igrometrico degli occupanti, la movimentazione e la qualità dell’aria. Gli impianti aeraulici possono essere anche molto complessi, di diverse tipologie ed essere costituiti da decine di componenti diverse; bisogna conoscerli bene prima di iniziare un’attività di ispezione o di pulizia!
È necessario pertanto avere delle competenze di impiantistica meccanica. Oggi trascorriamo fino al 90% del nostro tempo in luoghi chiusi di cui almeno un terzo nei luoghi di lavoro.
L’igiene: priorità strategica
Spesso sono maggiori i rischi sanitari associabili all’inquinamento interno, rispetto all’inquinamento esterno: si pensa che il 40% delle assenze da lavoro per malattia sia dovuto a problemi di qualità dell’aria interna degli uffici. Alcuni microorganismi, come ad esempio batteri, virus, muffe e lieviti sono patogeni per l’uomo e possono trovare un habitat ideale per la loro proliferazione nell’impianto che potrebbe contribuire alla loro aerodiffusione. Da qui si capisce perfettamente l’importanza strategica di mantenere sotto controllo gli impianti e farlo con un certo grado di competenza professionale: è necessario avere delle competenze nel campo della biologia e della chimica.
Igiene e bonifica
Con quale metodo ci si approccia dunque ad un impianto aeraulico per valutare e accertare requisiti di igienicità o per la eventuale bonifica? Il primo passo è sempre quello di effettuare una ispezione visiva seguita da una tecnica. «È importante – prosegue Mangano – non partire mai con la pulizia, che arriva solo in un secondo momento. Sarebbe come se il medico prescrivesse la cura prescindendo dalla diagnosi: per operare la giusta scelta occorre procedere con la gradualità necessaria: prima la diagnosi e sulla base di quella si decide la cura». L’ispezione serve a verificare le condizioni igienico-sanitarie dell’impianto anche tramite video ispezioni con utilizzo di sistemi robotizzati e sonde munite di videocamera. Sono opportuni prelievi dei contaminanti presenti nelle condotte dell’aria (polveri, sedimenti, ecc.), per capire se è necessario intervenire con una attività di bonifica. Questo metodo operativo serve anche a definire una mappatura del rischio microbiologico dei singoli impianti. Ciò detto appare di tutta evidenza come siano necessarie delle competenze ben specifiche in tutte le fasi del lavoro: dalle ispezioni, agli accertamenti fino all’eventuale bonifica degli impianti. A ciò si aggiunge un ulteriore fattore di complessità: ogni singolo impianto fa storia a sé. Bisogna effettuarne uno studio accurato con un approccio multidisciplinare che richiede l’intervento di personale qualificato e formato con competenze di impiantistica, biologia, chimica, metodologie di pulizia. Questo ci ricorda che la formazione è una priorità irrinunciabile ma anche assolutamente trasversale al tipo di settore di impiego: nella pulizia professionale così come nella sanificazione degli impianti aeraulici è necessaria un’adeguata formazione come garanzia di professionalità nel proprio lavoro. Solo attraverso la formazione, infatti, si possono raggiungere elevati standard in termini di servizio reso e di sicurezza sul lavoro, per gli addetti e per i lavoratori che “abitano” gli ambienti soggetti a manutenzione.
Troverete nella sezione NEWS del sito AIISA copia degli interventi.







