L’acqua è l’elemento base della vita, l’organismo è composto circa dal 60-65% in peso di acqua.
Si stima che solo l’1% dell’acqua disponibile sulla Terra possa essere usata come potabile e come tale è estremamente preziosa perché è indispensabile per la vita e la salute dell’umanità.
Il tema della buona qualità dell’acqua è poi molto sentito in Italia, se si pensa che secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) il 46.5 % degli italiani non beve acqua di rubinetto.
Secondo i più recenti dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) il volume d’acqua utilizzato giornalmente per uso potabile è quantificabile in 215 litri per abitante.
L’acqua potabile, meglio definita a livello tecnico e legislativo come “acqua destinata al consumo umano” viene utilizzata per diversi scopi, igienici e alimentari.
Anche a scuola fin da bambini ci spiegano l’importanza di utilizzare con attenzione l’acqua e le caratteristiche che la stessa deve avere per poter essere definita potabile, ovvero essere:
- incolore e priva di particelle sospese
- insapore
- inodore
queste caratteristiche sono definite organolettiche.
Poi crescendo impariamo anche che l’acqua non deve contenere:
- microrganismi
- parassiti
- sostanze chimiche
in quantità tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute.
L’accesso universale all’acqua e ai servizi igienici è un diritto sancito da diverse è importanti Organizzazioni dalle Nazioni Unite (ONU), all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), anche in Italia la nuova legislazione è entrata ufficialmente in vigore dal 21 marzo 2023.
Fatta questa imprescindibile premessa passiamo ad esaminare in sintesi i contenuti e le novità introdotte dal nuovo decreto che riguarda la qualità delle acque destinate al consumo umano che rappresenta l’attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184 pubblicato in Gazzetta Ufficiale come Decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, che ha ufficialmente abrogato il precedente D.Lgs. 31/2001 sulle acque destinate al consumo umano.
Le criticità legate alla Legionella nascono spesso da condizioni impiantistiche che non producono nessun segnale visibile.
Sai davvero in che condizioni è il tuo impianto idrico?
Stagnazioni, temperature fuori range, punti di generazione di aerosol: sono le condizioni ordinarie che creano il contesto di rischio. Presenti in molti impianti attivi e apparentemente funzionanti.







