UNI 11976:2025 – Guida per progettisti: cosa cambia davvero nella progettazione degli edifici

La nuova norma sulla valutazione della qualità dell’aria indoor non è un adempimento da rimandare al collaudo, ma un cambio di paradigma che inizia dal tavolo da disegno. Ecco cosa deve sapere ogni progettista.

Perché questa norma riguarda anche te

Se sei un progettista, potresti pensare: “La UNI 11976:2025 è una norma sui metodi di misura, non mi riguarda direttamente. Riguarda chi fa la manutenzione o i monitoraggi”.

Errore! Non è così!

Questa norma segna un punto di svolta culturale: la qualità dell’aria indoor diventa un parametro progettuale misurabile e verificabile, alla stregua della prestazione energetica o della sicurezza strutturale.

Quando progetti un edificio oggi, stai implicitamente definendo:

  • Quali saranno le concentrazioni di CO₂, VOC e particolato a edificio occupato
  • Se gli occupanti respireranno aria salubre o inquinata
  • Se il committente avrà problemi di conformità normativa tra 2-5 anni

La UNI 11976:2025 ti offre gli strumenti per progettare consapevolmente la IAQ, non più solo per “sperare che vada bene”.

Cosa cambia concretamente per il progettista
  1. La IAQ diventa un requisito esplicito, non implicito
  • Esistono valori guida quantitativi per oltre 20 inquinanti (Appendice A)
  • Il committente può richiedere esplicitamente il rispetto di questi valori
  • La conformità è verificabile con monitoraggio secondo un protocollo standardizzato
  1. Il “collaudo IAQ” diventa tecnicamente possibile (e richiesto)

Con la UNI 11976:2025, il committente (o il certificatore LEED/BREEAM/WELL) può richiedere un collaudo funzionale della IAQ:

  • Monitoraggio di 5 giorni continui secondo la norma
  • Verifica che i valori misurati rispettino i valori guida
  • Dimostrazione che l’impianto progettato mantiene effettivamente gli standard
  1. La scelta dei materiali diventa parte integrante del progetto IAQ

La norma identifica chiaramente le sorgenti inquinanti interne:

  • Arredi in truciolare/MDF → formaldeide
  • Pavimenti in laminato → VOC
  • Vernici e colle → composti organici
  • Prodotti di pulizia → limonene, COV
  1. Gli edifici “sigillati” richiedono sistemi HVAC più sofisticati

La spinta verso l’efficienza energetica ha prodotto edifici sempre più ermetici:

  • Tenuta all’aria 
  • Finestre a triplo vetro con sigillature continue
  • Eliminazione ponti termici ovvero eliminazione infiltrazioni

Senza infiltrazioni, la ventilazione naturale è praticamente azzerata, la soluzione obbligata sono i sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) dimensionati per garantire gli standard IAQ, non solo per il recupero termico.

Vademecum del progettista: checklist per la IAQ conforme

FASE PRELIMINARE

  • Definiti livelli di occupazione max (persone/m²) per ogni ambiente
  • Identificate sorgenti inquinanti esterne (traffico, industrie) entro 500 m
  • Selezionati valori target IAQ dalla UNI 11976 Appendice A
  • Applicato margine di sicurezza 20-40% rispetto a valori guida
  • Verificata normativa locale specifica (regolamenti edilizi, piani qualità aria)

PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

  • Posizionamento prese aria esterna: > 3 m altezza, > 5 m da strade
  • Eliminati ponti termici: T superficiale min > 16°C (anti-condensa)
  • Previsto drenaggio perimetrale per edifici con interrati/seminterrati
  • Orientamento finestre: privilegiato lato meno esposto a traffico
  • Altezze interne adeguate: min 2,70 m per scuole e uffici (diluizione inquinanti)

PROGETTAZIONE IMPIANTI HVAC

  • Portate ventilazione calcolate secondo UNI EN 16798-1 e UNI 11976 
  • Verificata concentrazione CO₂ teorica < 800-1000 ppm a occupazione massima
  • Sistema ventilazione selezionato in base a destinazione d’uso: 
  • Filtrazione aria specificata secondo ISO 16890: 
    • Min ePM1 60% (ex F7) per residenziale
    • Min ePM1 70% (ex F8) per terziario
    • Min ePM1 80% (ex F9) per scuole
  • Recuperatore di calore con efficienza > 80% (obbligatorio per NZEB)
  • Recuperatore entalpico se clima con UR invernale < 35% (gestione umidità)
  • Controllo DCV (Demand Controlled Ventilation) con sensori CO₂: 
    • 1 sensore ogni 100 m² in open space
    • 1 sensore per locale in uffici cellulari
    • Soglia regolazione: 900-1000 ppm
  • Umidificazione/deumidificazione se necessario per target UR 40-60%
  • By-pass estivo per free-cooling notturno (riduzione carico termico estivo)

PREDISPOSIZIONI MONITORAGGIO

  • Punti di campionamento previsti: 
    • 1 punto ogni < 100 m²
    • Posizione centrale (> 1 m da pareti)
    • Altezza 1,5 m (zona respiratoria)
  • Predisposte botole ispezionabili (60×60 cm) in controsoffitti
  • Predisposti passacavi da controsoffitto a zone accessibili
  • Previste prese 230V dedicate per strumentazione
  • Installati sensori permanenti integrati BMS: 
    • CO₂ in tutti gli ambienti principali
    • T + UR in ogni locale
    • PM₂.₅ in ambienti critici (opzionale)
  • Sistema BMS configurato con soglie allarme IAQ

COMMISSIONING E COLLAUDO

  • Redazione “Protocollo commissioning IAQ” con: 
    • Flush-out pre-occupazione (72h ventilazione forzata)
    • Test tenuta condotte (< 10% perdite)
    • Bilanciamento portate (± 10% nominale)
    • Monitoraggio baseline (2 settimane)
    • Verifica conformità secondo UNI 11976 (5 giorni)
    • Campionamenti microbiologici, fisici e chimici prima dell’occupazione degli spazi

DOCUMENTAZIONE

  • Relazione IAQ di progetto con: 
    • Valori target per ogni inquinante
    • Calcoli portate ventilazione
    • Schede tecniche materiali a basse emissioni
    • Posizionamento sensori e punti campionamento
    • Referti campionamenti microbiologici, fisici e chimici prima dell’occupazione degli spazi
  • Manuale d’uso specifico IAQ con: 
    • Parametri da mantenere
    • Modalità d’uso (apertura finestre, pulizie)
    • Piano manutenzione filtri/condotte
    • Piano monitoraggio periodico (annuale/triennale)
  • Schemi unifilari BMS con evidenziati sensori IAQ
  • Elaborato “Punti monitoraggio IAQ” su planimetrie (per futuri interventi)

CONFORMITÀ NORMATIVA

  • Verificata conformità UNI EN 16798-1 (prestazione energetica/ventilazione)
  • Verificata conformità D.Lgs. 81/2008 (se ambiente di lavoro)
  • Verificata conformità D.Lgs. 101/2020 (se zone radon)
  • Verificata conformità D.M. 37/2008 (impianti elettrici per sensoristica)
  • Verificato credito LEED EQc1/2 (se certificazione LEED richiesta)
  • Verificato requisito WELL A01-A10 (se certificazione WELL richiesta)

La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.

Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?

Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.

Errori da evitare

1: “Tanto poi apriranno le finestre”

Conseguenza: In edifici NZEB con finestre tenute chiuse per non disperdere energia, CO₂ > 2000 ppm garantita. 

Soluzione: Progetta la ventilazione come se le finestre NON venissero mai aperte.

2: Dimensionare VMC solo su carico termico

Conseguenza: Portate insufficienti per IAQ. Caso reale: VMC da 150 m³/h per appartamento 80 m² → CO₂ = 1800 ppm. 

Soluzione: Calcola portata su fabbisogno IAQ, poi verifica copertura carico termico (non viceversa).

3: Non specificare classe emissione materiali

Conseguenza: Installatore usa materiali economici ad alte emissioni. Formaldeide 250 μg/m³ (2,5× limite). 

Soluzione: Capitolato deve OBBLIGARE certificazioni, non “consigliare”.

4: Posizionare prese aria lato strada trafficata

Conseguenza: PM₂.₅ e NO₂ esterni entrano direttamente. I/O ratio > 0,8. 

Soluzione: Prese aria sempre lato opposto o altezza > 3 m con filtrazione ePM1 80%.

5: Sistema VMC senza manutenzione accessibile

Conseguenza: Filtri intasati dopo 6 mesi → portate ↓ 40% → IAQ degradata. 

Soluzione: UTA accessibile, manuale manutenzione dettagliato, contratto manutenzione obbligatorio.

6: Non prevedere punti di monitoraggio

Conseguenza: Impossibile verificare conformità. Contestazioni committente senza possibilità di difesa. 

Soluzione: Punti monitoraggio come OBBLIGO, non optional.

7: “La norma non è cogente, posso ignorarla”

Conseguenza: Contestazione committente per “difetto dell’opera”. CTU ordina monitoraggio che evidenzia non conformità. Responsabilità progettuale. 

Soluzione: Applicare UNI 11976 come “stato dell’arte” per progettazione qualificata.

Responsabilità del progettista

Secondo Codice Civile art. 1176 (diligenza professionale):

Il progettista deve applicare lo “stato dell’arte” della tecnica. La UNI 11976:2025, in quanto norma tecnica di riferimento pubblicata da ente di normazione riconosciuto, costituisce lo stato dell’arte per la progettazione IAQ.

Ignorare la norma può configurare:

  • Inadempimento contrattuale (mancata diligenza professionale)
  • Responsabilità per “vizi dell’opera” se IAQ risulta non conforme
  • Responsabilità solidale con direttore lavori e costruttore (art. 1669 CC)

Protezione del progettista:

  • Documentare nel progetto l’applicazione della UNI 11976
  • Inserire prescrizioni esplicite in capitolato
  • Richiedere certificazioni materiali
  • Prevedere commissioning IAQ obbligatorio
  • Archiviare report monitoraggio

Conclusioni: il ruolo strategico del progettista

La UNI 11976:2025 segna un passaggio storico: la qualità dell’aria interna diventa un parametro progettuale esplicito, misurabile e verificabile.

Come progettisti potete esercitare la “Leadership progettuale e fare della IAQ un elemento di distintivo e qualificante del mio progetto”

  • Opportunità: Differenziazione competitiva, valore aggiunto
  • Risultato: Edifici salubri, certificabili, apprezzati dagli utenti

La IAQ è la prossima “efficienza energetica”: tra pochi anni sarà uno standard implicito richiesto da tutti i committenti evoluti. Chi si posiziona oggi come esperto acquisisce vantaggio competitivo.

Non aspettate che la norma diventi cogente. Non aspettate che il committente la richieda esplicitamente. Fatela diventare il vostro standard progettuale da oggi.

La UNI 11976:2025 ci dà finalmente gli strumenti per farlo in modo scientifico.

TECHNO ONE: l’unico partner per la compliance UNI 11976:2025

La UNI 11976:2025 definisce come misurare la qualità dell’aria indoor. TECHNO ONE è l’unico operatore italiano che trasforma questa norma tecnica in garanzia concreta per il committente con strumenti proprietari, certificazioni di processo indipendenti e tecnologia blockchain. Non è un adeguamento normativo: è il modo in cui TECHNO ONE opera da 30 anni.

Ecco cosa rende TECHNO ONE unico sul mercato per la valutazione IAQ secondo UNI 11976:2025.

Processo certificato secondo Protocollo AIISA–A.N.M.D.O.

Il servizio di monitoraggio e valutazione della qualità dell’aria indoor di TECHNO ONE è qualificato in conformità ai requisiti del Protocollo Operativo AIISA–IQC, validato dall’Associazione Nazionale Medici di Direzione Ospedaliera (A.N.M.D.O.).

Cosa significa per voi:

  • Il metodo TECHNO ONE non è valutato solo sul piano tecnico-ingegneristico, ma anche su quello clinico-sanitario
  • Gli stessi professionisti che rispondono della sicurezza dei pazienti negli ospedali italiani hanno validato le nostre procedure

Certificazione digitale PDT® in blockchain

TECHNO ONE ha conseguito la certificazione digitale PDT® per il processo di monitoraggio della qualità dell’aria indoor secondo UNI 11976:2025, registrata in blockchain.

Cosa significa per voi:

  • Ogni rapporto di monitoraggio IAQ prodotto da TECHNO ONE è autenticato in modo immutabile
  • Data, contenuto, autore e valori misurati non possono essere alterati retroattivamente
  • È l’equivalente di far autenticare ogni certificato davanti a un notaio ma in digitale, istantaneo e permanente
  • In caso di contenziosi, verifiche ispettive o audit, i documenti hanno valore probatorio assoluto

La blockchain garantisce che “ciò che è stato misurato, resta misurato”.

Il certificato è soggetto a verifica annuale (monitoraggio periodico secondo la norma)

Non è una dichiarazione del fornitore ma è una certificazione indipendente intestata a voi, valida per:

  • Conformità D.Lgs. 81/2008 (sicurezza luoghi di lavoro)
  • Protocolli LEED, BREEAM, WELL
  • Gare d’appalto che richiedono documentazione IAQ
  • Due diligence immobiliari
  • Contenziosi con occupanti/dipendenti

Il portale MyAir® con tecnologia blockchain

MyAir® è il portale clienti di TECHNO ONE dove il committente accede in tempo reale a tutta la documentazione del monitoraggio IAQ secondo UNI 11976:2025

Documenti disponibili:

  • Piano di monitoraggio con ubicazione punti di misura, inquinanti selezionati, durata
  • Rapporti di campionamento giornalieri con dati in continuo (CO₂, T, UR, PM)
  • Certificati analitici di laboratorio (VOC, formaldeide, bioaerosol)
  • Documentazione fotografica e video dei punti di misura e delle condizioni al contorno
  • Report finale di conformità con confronto valori misurati vs valori guida UNI 11976
  • Registro non conformità e azioni correttive (se valori fuori norma)

Ogni documento è autenticato in blockchain al momento della pubblicazione su MyAir®, garantendo:

  • Integrità: nessuna modifica possibile dopo la pubblicazione
  • Verificabilità: timestamp certificato e hash immodificabile
  • Trasparenza: il committente vede tutto, in tempo reale
  • Tracciabilità: storico completo di tutti i monitoraggi eseguiti nel tempo

Nessuna relazione può essere modificata dopo la consegna: ciò che è registrato, resta.

  1. L’indice VIIA®: la qualità dell’aria in un numero

TECHNO ONE ha sviluppato il proprio indice proprietario VIIA® per comunicare in modo immediato e comprensibile i risultati del monitoraggio IAQ secondo UNI 11976:2025.

Come funziona: L’indice VIIA® sintetizza in un punteggio da 0 a 100 le condizioni di qualità dell’aria indoor, pesando:

  • Concentrazioni inquinanti chimici (CO₂, VOC, formaldeide, PM) rispetto ai valori guida
  • Concentrazioni inquinanti biologici (batteri, muffe, allergeni)
  • Parametri di comfort (temperatura, umidità relativa)
  • Efficacia ventilazione (rapporto I/O, ricambi d’aria)

Per il committente, significa:

  • Avere sempre una misura oggettiva e confrontabile nel tempo della qualità dell’aria
  • Comunicare in modo immediato e comprensibile anche a interlocutori non tecnici (direzione generale, RSPP, medico competente, rappresentanti dei lavoratori)
  • Monitorare l’efficacia degli interventi correttivi (prima/dopo bonifica, upgrade impianto ventilazione)
  • Disporre di un indicatore di prestazione (KPI) per sistemi di gestione ISO 45001, ISO 14001

Sistema proprietario AirTech Analytics™

TECHNO ONE ha sviluppato AirTech Analytics™, sistema integrato hardware + software per monitoraggio IAQ continuo conforme UNI 11976:2025.

Caratteristiche tecniche:

  • Multi-sensore proprietario: PM₁, PM₂.₅, PM₁₀, COV, CO₂, T, UR, CO, NO₂
  • Datalogger integrato con SIM per trasmissione dati cloud in tempo reale
  • Dashboard web con visualizzazione trend, alert automatici, report PDF generabili
  • Conforme UNI 11976 per durata monitoraggio (5+ giorni continui), posizionamento, parametri misurati

Vantaggi per il committente:

  • Monitoraggio remoto senza necessità di presenza fisica continuativa
  • Alert automatici via email/SMS se superamento soglie (es. CO₂ > 1000 ppm)
  • Storico completo di tutti i parametri con risoluzione temporale 1-5 minuti
  • Integrazione BMS disponibile (Modbus TCP, BACnet)

Servizio “chiavi in mano” per progettisti

TECHNO ONE offre ai progettisti un servizio integrato per garantire conformità UNI 11976 fin dalla fase di progetto:

Pre-progettazione:

  • Revisione calcoli portate ventilazione secondo UNI EN 16798-1
  • Verifica concentrazioni teoriche CO₂ a occupazione nominale
  • Consulenza selezione materiali a basse emissioni

Progetto esecutivo:

  • Identificazione punti di monitoraggio su planimetrie
  • Integrazione sensoristica IAQ in BMS

Commissioning:

  • Protocollo flush-out pre-occupazione (72h ventilazione forzata)
  • Monitoraggio baseline (2 settimane prime occupazioni)
  • Verifica conformità secondo UNI 11976 (5 giorni continui)
  • Report finale con esito conforme/non conforme

Contratti di manutenzione programmata:

  • Monitoraggio annuale o triennale secondo frequenza raccomandata dalla norma
  • Rinnovo Certificato PDT® di sito con verifica annuale
  • Assistenza in caso di audit, contenziosi, verifiche AUSL

In sintesi: mentre la UNI 11976:2025 definisce lo standard tecnico, TECHNO ONE lo trasforma in garanzia concreta

Aspetto

Standard di mercato

TECHNO ONE

Conformità norma

Dichiarata dall’operatore

Certificata da ente terzo 

Autenticità documenti

Firma digitale (modificabile)

Blockchain (immutabile)

Certificazione committente

Nessuna

Certificato PDT® di sito intestato al cliente

Accesso documentazione

PDF via email

Portale MyAir® con storico completo

Comunicazione risultati

Tabelle tecniche

Indice VIIA® immediato e confrontabile

Competenze certificate

Variabili

NADCA CVI/ASCS/VSMR + Presidenza AIISA

Sistema qualità

Variabile

ISO 9001:2015 + Protocollo AIISA-A.N.M.D.O.

Monitoraggio continuo

Noleggio strumentazione terze parti

Sistema proprietario AirTech Analytics™

Supporto progettisti

Solo monitoraggio

Servizio integrato pre-progetto, esecuzione, commissioning

 

Risorse e approfondimenti

Normativa di riferimento:

  • UNI 11976:2025 – Acquistabile su store.uni.com (€ 80-100)
  • UNI EN 16798-1:2019 – Prestazione energetica edifici / Ventilazione
  • ISO 16000 (serie completa) – Aria interna

Linee guida tecniche:

  • Rapporti ISTISAN 13/4, 13/37, 16/16, 19/17, 20/3 (scaricabili gratuitamente)
  • CONTARP 2010 – Linee guida INAIL IAQ
  • REHVA guidebooks – Federation of European Heating, Ventilation and Air Conditioning Associations

La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.

Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?

Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.

Le tre fasi della progettazione orientata alla IAQ

FASE 1: Analisi preliminare e definizione dei target

Cosa fare:

1.1 Identificare la destinazione d’uso specifica

  • Residenziale: quale tipologia? (monolocale vs villa plurifamiliare)
  • Terziario: ufficio open space vs uffici cellulari vs call center?
  • Scolastico: nido, primaria, secondaria, università?
  • Sanitario: ambulatorio vs degenza vs sala operatoria?

1.2 Definire i livelli di occupazione massimi e medi Non basarti sui calcoli termici (che considerano occupazione media). Ragiona sui picchi

1.3 Selezionare i valori target dalla UNI 11976 Appendice A

Costruisci una tabella di progetto:

Inquinante

Valore guida UNI 11976

Valore target progetto

Margine sicurezza

CO₂

< 1000 ppm

< 800 ppm

20%

Formaldeide

< 100 μg/m³

< 60 μg/m³

40%

PM₂.₅

< 25 μg/m³

< 15 μg/m³

40%

COVT

< 300 μg/m³

< 200 μg/m³

33%

Perché un margine di sicurezza?

  • Invecchiamento impianti (↓ efficienza ventilazione)
  • Deriva sensori (drift calibrazione)
  • Condizioni d’uso reali vs nominali
  • Variabilità emissioni materiali

1.4 Verificare vincoli esterni (sorgenti inquinanti esterne)

Usa la checklist della norma (Appendice C.2):

  • Distanza da strade trafficate (< 50 m → PM, NO₂, benzene)
  • Presenza industrie/artigianato nel raggio 500 m
  • Fonti naturali (umidità da corsi d’acqua, pollini da vegetazione)

Output Fase 1: Documento “Requisiti IAQ di progetto” con valori target, vincoli, strategie.

 

FASE 2: Progettazione integrata impianti + architettura + materiali

2.1 Dimensionamento ventilazione: dalla “regola del pollice” al calcolo rigoroso

2.2 Selezione tipologia impianto HVAC

Di seguito un tabella esemplificativa 

Destinazione d’uso

Sistema consigliato

Portata specifica

Filtrazione minima

Residenziale singolo

VMC puntuale decentralizzata

30 m³/h/persona

F7 (ePM1 60%)

Residenziale plurifamiliare

VMC centralizzata con recupero

36-54 m³/h/persona

F8 (ePM1 70%)

Uffici

VMC + raffrescamento

45-60 m³/h/persona

F8 + F9

Scuole

UTA dedicata con free-cooling

50-70 m³/h/studente

F9 (ePM1 80%)

Sanitario

UTA con doppia filtrazione

80-120 m³/h/persona

HEPA H13 (99,95%)

 

Dettaglio filtrazione:

La nuova classificazione ISO 16890 sostituisce le vecchie classi Eurovent:

Vecchia classe

Nuova classe ISO 16890

Efficienza PM₁

Applicazione

G4

Coarse 60%

< 20%

Pre-filtrazione

F7

ePM1 60%

50-65%

Residenziale

F8

ePM1 70%

65-80%

Terziario

F9

ePM1 80%

> 80%

Scuole, ospedali

H13

EPA/HEPA

99,95%

Sale operatorie

Regola pratica: Per rispettare la UNI 11976, in ambienti civili non scendere mai sotto ePM1 60% (ex F7).

2.3 Strategia di controllo e regolazione

Ventilazione a portata costante (CAV – Constant Air Volume):

Ventilazione a portata variabile (VAV – Variable Air Volume):

Controllo DCV (Demand Controlled Ventilation) con sensori CO₂:

IF CO₂ > 900 ppm THEN aumenta portata +20%

IF CO₂ < 600 ppm THEN riduci portata -30% (min 30% portata nominale)

Posizionamento sensori CO₂ per DCV:

  • Altezza: 1,5 m da pavimento (zona respiratoria)
  • Posizione: rappresentativa dell’ambiente, non vicino a bocchette
  • Quantità: 1 sensore ogni 100 m² in open space, 1 per locale in uffici cellulari
  • Calibrazione: annuale obbligatoria

 

FASE 3: Predisposizioni per il monitoraggio e commissioning

3.1 Predisporre punti di campionamento accessibili

La norma richiede:

  • Almeno 1 metro dalle pareti
  • Altezza 1,1-1,7 m (zona respiratoria)
  • Accessibilità per posizionamento strumentazione

Soluzioni progettuali:

In controsoffitti: Prevedi una botola di ispezione (60×60 cm) in posizione centrale dell’ambiente, con:

  • Passacavi da controsoffitto a zona accessibile
  • Presa 230V dedicata per strumentazione
  • Etichettatura “Punto monitoraggio IAQ”

In ambienti senza controsoffitto:

  • Predisponi staffa a parete (h=1,5 m) per fissaggio sensori
  • Traccia per cavo fino a quadretto secondario
  • Alimentazione dedicata

Quantità punti:

  • < 100 m²: 1 punto
  • 100-300 m²: 2 punti
  • 300 m²: 1 punto ogni 150 m²

3.2 Integrare sensoristica in BMS (Building Management System)

Sensori da prevedere permanenti:

Parametro

Posizione

Comunicazione

CO₂

Ambienti principali

Modbus RTU/TCP

Temperatura + UR

Ogni ambiente

Modbus/KNX

PM₂.₅

Ambienti critici

Modbus TCP

VOC (opzionale)

Open space

Modbus TCP

 

Soglie di allarme da configurare:

Allarme WARNING:

  • CO₂ > 1000 ppm per > 30 min
  • UR > 65% per > 4 ore
  • PM₂.₅ > 25 μg/m³ (media 1h)

Allarme CRITICAL:

– CO₂ > 1500 ppm per > 15 min

– UR > 75% per > 2 ore

– PM₂.₅ > 50 μg/m³ (media 1h)

3.3 Piano di commissioning IAQ

Inserisci nel progetto un “Protocollo di commissioning IAQ” che preveda:

Fase 1 – Pre-occupazione (prima del collaudo):

  • Flush-out: ventilazione forzata 100% aria esterna per 72 ore continue
  • Test tenuta condotte (< 10% perdite secondo UNI EN 12237)
  • Bilanciamento portate (± 10% da valori nominali)
  • Verifica filtri installati (non danneggiati, classe corretta)

Fase 2 – Baseline (prime 2 settimane di occupazione):

  • Monitoraggio continuo CO₂, T, UR in tutti gli ambienti
  • Campionamento VOC e formaldeide (metodi UNI 11976)
  • Campionamento particolato PM₂.₅ e PM₁₀

Fase 3 – Verifica conformità (dopo 4 settimane):

  • Monitoraggio secondo UNI 11976 (5 giorni continui)
  • Confronto con valori target di progetto
  • Report finale con esito “Conforme” o “Non conforme”

3.4 Manuali d’uso orientati alla IAQ

Il manuale d’uso e manutenzione deve includere sezione specifica “Gestione qualità dell’aria”:

CAPITOLO X – GESTIONE QUALITÀ ARIA INTERNA

 

1. Parametri target di progetto

[Tabella con valori CO₂, VOC, PM, UR da mantenere]

2. Modalità d’uso ambienti

– Apertura finestre: 5 minuti ogni ora in stagione fredda

– Uso deodoranti: solo prodotti certificati low-VOC

– Pulizie: prodotti ecologici Ecolabel/Nordic Swan

3 Manutenzione impianto ventilazione

– Sostituzione filtri: ogni 6 mesi (ePM1) o 12 mesi (Coarse)

– Pulizia condotte: ogni 3 anni secondo ACR 2013

– Sanificazione UTA: annuale secondo UNI EN 15780

4 Monitoraggio periodico

– Controllo CO₂ settimanale via BMS

– Campionamento VOC: annuale (se valori baseline OK)

– Campionamento completo: ogni 3 anni secondo UNI 11976

5 Contatti per assistenza

[Riferimenti manutentore, società monitoraggio IAQ certificata]

 

Integrazione con protocolli di sostenibilità

LEED v4/v4.1

Crediti rilevanti per UNI 11976:

EQ Credit 1 – Enhanced IAQ Strategies (1-2 punti):

  • Filtrazione min MERV 13 (= ePM1 70-80%)
  • Monitoraggio CO₂ con alert > 530 ppm sopra baseline
  • Strategia: Usa UNI 11976 per dimostrare conformità

EQ Credit 2 – Low-Emitting Materials (1-3 punti):

  • Prodotti certificati secondo limiti CDPH Standard Method v1.2
  • Strategia: Specifica materiali con certificazione Greenguard Gold (allineata UNI 11976)

EQ Credit 4 – Indoor Air Quality Assessment (2 punti):

  • Opzione 1: Flush-out (14.000 m³ aria per m² pavimento)
  • Opzione 2: Air testing secondo LEED
  • Strategia: Usa protocollo UNI 11976 per air testing (più rigoroso di LEED)

 

WELL Building Standard v2

Concetti rilevanti:

A01 – Fundamental Air Quality:

  • VOC totali < 500 μg/m³
  • Formaldeide < 27 ppb (33 μg/m³)
  • UNI 11976 è ALLINEATA (formaldeide < 100 μg/m³)

A02 – Smoking Ban:

  • Vietato fumo in tutto l’edificio
  • UNI 11976: Considera fumo come sorgente inquinante critica

A06 – Enhanced Air Quality:

  • PM₂.₅ < 15 μg/m³
  • PM₁₀ < 50 μg/m³
  • UNI 11976: PM₂.₅ < 25 μg/m³ (più permissivo, ma comunque stringente)

A08 – Air Quality Monitoring and Feedback:

  • Monitoraggio continuo PM₂.₅, CO₂
  • Display pubblico dei valori
  • Strategia: Sistema BMS con integrazione UNI 11976

 

BREEAM International

Criteri rilevanti:

HEA 02 – Indoor Air Quality (2-4 crediti):

  • Piano IAQ durante costruzione
  • Materiali a basse emissioni
  • Test post-occupazione
  • Strategia: UNI 11976 copre tutti i requisiti

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