Questo vademecum è pensato per il progettista che si trova davanti a una gara pubblica regolata dal DM 24 novembre 2025 (CAM Edilizia) e vuole evitare l’errore più frequente: trattare i CAM come un adempimento burocratico da assolvere a fine progetto. Spoiler: non funziona. I criteri vanno ingegnerizzati nel progetto fin dal preliminare. L’obiettivo è guidarvi passo-passo nella gestione dei criteri legati alla qualità dell’aria interna (IAQ), all’igiene aeraulica e all’igiene idrica.
1. Il documento cardine: la Relazione CAM di progetto
Il criterio 2.1.1 “Relazione CAM di progetto” è una clausola contrattuale obbligatoria: la sua assenza o incompletezza compromette l’aggiudicazione. Il MASE ha pubblicato il Modello di Relazione CAM versione 23/04/2026, che fissa la struttura minima del documento (normativa, progetto, allegati) e impone, per ogni criterio applicato, la compilazione di una scheda tipo con obiettivi, risultati, verifica, documentazione e referente.
La regola operativa è semplice: la Relazione CAM si redige in parallelo al progetto, livello per livello (PFTE, definitivo, esecutivo). Compilarla a posteriori produce sempre incongruenze fra elaborati e dichiarazioni – e i validatori, di mestiere, le vedono.
2. Tabella di mappatura criteri IAQ
La tabella che segue sintetizza i criteri CAM più rilevanti per il pacchetto IAQ – igiene aeraulica e idrica, con riferimento normativo e mezzo di verifica principale.
Criterio | Oggetto | Riferimento tecnico/normativo | Mezzo di verifica |
|---|---|---|---|
2.3.5 | Ispezionabilità e manutenzione impianti aeraulici, riscaldamento, condizionamento | UNI EN 15780; Accordi Stato-Regioni 5/10/2006 e 7/02/2013; DPR 146/2018 (F-gas) | Relazione CAM + verbale ispezione tecnica iniziale |
2.3.6 | Aerazione, ventilazione e qualità dell’aria interna | UNI EN 16798-1 Classe II (Classe III in deroga); requisiti very low/low polluting building | Relazione CAM + report indicatore 4.1 Level(s) |
2.3.9 | Tenuta all’aria dell’involucro | UNI EN ISO 9972; n50 < 2 h⁻¹ (nuovo) o < 3,5 h⁻¹ (rist. importante 1° liv.) | Relazione di collaudo con prova blower-door |
2.3.11 | Radon | D.Lgs. 101/2020; livello max 200 Bq/m³ | Programma di monitoraggio e dosimetri (art. 155 D.Lgs. 101/2020) |
2.3.14 | Risparmio idrico e reti duali (potabile/non potabile) | UNI/TS 11445; UNI EN 805 | Relazione CAM + schemi idraulici e contabilizzazione |
2.3.15 | Raccolta, trattamento, stoccaggio e riuso acque meteoriche | UNI/TS 11445; UNI EN 805 | Relazione CAM + computo metrico |
2.4.1 | Emissioni in ambienti interni (inquinamento indoor) | UNI EN 16516; UNI EN ISO 16000-3/6/9; EN 717-1 (formaldeide) | Rapporti di prova accreditati o etichette equivalenti (EMICODE, Indoor Air Comfort, Blue Angel, CATAS CQA, ecc.) |
3. Checklist operativa – Igiene aeraulica e IAQ
3.1 Progettazione preliminare (PFTE)
- Definire i livelli prestazionali di ventilazione coerenti con UNI EN 16798-1 (Classe II per nuovo, Classe III solo come deroga motivata).
- Stimare il Specific Fan Power di sistema (target < 1,5 kW/(m³/s)) e l’efficienza minima del recupero di calore (≥80% in riscaldamento).
- Verificare l’adeguatezza dei locali tecnici per la manutenzione igienica (Accordi Stato-Regioni 2006 e 2013).
- Mappare gli accessi ispettivi lungo tutte le condotte e ai punti di filtrazione.
- Pianificare il monitoraggio continuo dei parametri IAQ (CO₂, T, RH; PM e VOC ove pertinenti).
3.2 Progettazione definitiva ed esecutiva
- Dimensionare condotte con percorsi brevi, curvature ampie, sezioni adeguate, tenuta all’aria delle giunzioni (per non vanificare l’SFP target).
- Specificare classi di filtrazione (ISO 16890 ePM1/ePM2,5/ePM10) coerenti con la destinazione d’uso.
- Prevedere il bypass del recuperatore per il free-cooling notturno e considerare le aperture motorizzate come “dynamic envelope components” nello Smart Readiness Indicator.
- Definire le procedure di pulizia di filtri e condotte secondo normativa vigente e UNI EN 15780; inserirle nel Piano di manutenzione (criterio 2.3.16).
- Predisporre il verbale di ispezione tecnica iniziale UNI EN 15780 da eseguire prima del primo avviamento.
3.3 Selezione prodotti da costruzione (criterio 2.4.1)
- Per pitture, rasanti, adesivi, sigillanti, pavimentazioni, rivestimenti, controsoffitti e schermi al vapore: richiedere rapporti di prova accreditati (UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-3/6/9) o etichette equivalenti.
- Verificare nei capitolati che i fattori di carico utilizzati nelle prove siano coerenti (0,5 ricambi/h, 1,0 m²/m³ per pareti, 0,4 m²/m³ per pavimenti/soffitti, ecc.).
- Conservare nel dossier i certificati di marca/lotto per la fase di direzione lavori e accettazione in cantiere.
4. Checklist operativa – Igiene idrica
4.1 Architettura della rete (criterio 2.3.14)
- Reti separate per acque meteoriche, grigie e nere, fino al punto di possibile installazione del trattamento per riutilizzo.
- Distribuzione duale potabile / non potabile, con back-up da rete potabile per i servizi non potabili.
- Contabilizzazione differenziata per sorgente idrica (potabile, non potabile, riusi).
- Pre-trattamento e disoleazione per acque da superfici scolanti soggette a inquinamento, prima dell’immissione in rete meteorica.
4.2 Acque meteoriche e riuso (criterio 2.3.15)
- Sistemi di raccolta, trattamento, stoccaggio e riuso conformi a UNI/TS 11445 e UNI EN 805.
- Dimensionamento dei serbatoi coerente con i fabbisogni di servizi non potabili (irrigazione, sciacquoni WC).
- Schemi P&ID con identificazione fisica e cromatica delle reti per prevenire cross-connection.
4.3 Igiene microbiologica del circuito ACS (best practice di filiera)
I CAM non normano in modo esplicito la prevenzione Legionella, ma il piano di manutenzione (criterio 2.3.16) e la richiesta di idoneità igienica per l’uso umano dell’acqua impongono di fatto, nella prassi tecnica, l’adozione delle linee guida nazionali. È buona pratica documentare:
- temperature di esercizio dell’ACS (mandata ≥60 °C, ritorno ≥55 °C);
- strategie di shock termico/chimico programmabili e bilanciamento dei circuiti di ricircolo;
- punti di campionamento e protocollo analitico per il controllo periodico.
5. Tenuta all’aria e radon: i due alleati della VMC
Senza tenuta all’aria, la VMC ben progettata produce solo bollette. I due strumenti operativi sono:
- Blower-door test (UNI EN ISO 9972) eseguito in fase di pre-collaudo e in collaudo finale; documentare i dettagli esecutivi della tenuta all’aria in apposita relazione (criterio 2.3.9).
Strategie anti-radon (membrane, sistemi di ventilazione mirati, modifica della ripartizione di pressione interno/esterno) coerenti con il livello massimo di 200 Bq/m³ e con il programma di monitoraggio richiesto dal criterio 2.3.16 punto f).
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.
6. Errori comuni (e come evitarli)
Errore frequente | Buona pratica |
|---|---|
Trattare la Relazione CAM come allegato finale | Aggiornarla a ogni avanzamento progettuale, livello per livello, in coerenza con elaborati e capitolati |
Specificare “ventilazione meccanica” senza target prestazionali | Indicare classe UNI EN 16798-1, SFP, efficienza recupero, classi di filtrazione e modalità di bypass |
Prevedere reti duali ma non contabilizzarle | Inserire misuratori per ciascuna sorgente idrica (potabile, non potabile, riuso) come richiesto dal criterio 2.3.14 |
Scegliere materiali a basse emissioni senza dossier | Allegare al capitolato i rapporti UNI EN 16516 / ISO 16000 o l’etichetta riconosciuta, lotto per lotto |
Confondere ispezionabilità con accessibilità | Dimensionare i locali tecnici secondo i manuali dei costruttori e gli Accordi Stato-Regioni 2006-2013 |
Sottovalutare il blower-door test | Inserirlo nel cronoprogramma con pre-test prima della finitura e test finale, e prevederne il costo a capitolato |
7. Dossier documentale di fine progetto
Alla consegna del progetto, indipendentemente dal livello, il dossier minimo da allegare alla Relazione CAM (criterio 2.1.1) include:
- Tabella di applicabilità dei criteri (Tabella 1 del Modello MASE 23/04/2026) con motivazioni di non applicabilità.
- Schede tipo compilate per ciascun criterio applicato, con referente, obiettivi, risultati, verifica e documentazione di riferimento.
- Rapporto LCA-LCC (criterio 1.3.2) ove applicabile, con i tre indicatori obbligatori.
- Piano di manutenzione dell’opera (criterio 2.3.16), con specifiche per impianti aeraulici, idrici e ACS.
- Piano di decostruzione e demolizione selettiva (criterio 2.3.17).
- Piano ambientale di cantiere (criterio 2.5.1) e Piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D (criterio 2.5.4).
- Eventuale documentazione di rating volontario (Level(s), LEED, BREEAM, ITACA, DGNB, WELL, GBC, CasaClima, Biosafe®) usata come mezzo di prova equivalente.
8. Riferimenti normativi e tecnici
DM 24 novembre 2025 – CAM Edilizia (GU n. 281 del 3 dicembre 2025); Allegato 1 al DM 24/11/2025.
Modello di Relazione CAM di progetto, versione 23 aprile 2026 – MASE, Direzione Generale Sostenibilità dei Prodotti e dei Consumi.
D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici, art. 57 e art. 108.
DM 3 agosto 2023, n. 259 – PAN GPP 2023 (GU n. 193 del 19 agosto 2023).
Decreto direttoriale MASE-SPC n. 13 del 12 febbraio 2026.
D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 – Radioprotezione e radon.
DPR 16 novembre 2018, n. 146 – F-gas.
Accordi Stato-Regioni 5 ottobre 2006 e 7 febbraio 2013 – manutenzione igienica degli impianti aeraulici.
Norme tecniche: UNI EN 16798-1, UNI EN 15780, UNI EN ISO 9972, UNI EN 16516, UNI EN ISO 16000 parti 3-6-9, EN 717-1, UNI/TS 11445, UNI EN 805, ISO 16890.
Portale MASE – CAM vigenti: https://www.mase.gov.it/portale/cam-vigenti
La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.
Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?
Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.






