Edifici umano-centrici: oltre 2.100 professionisti collegati per un convegno che ha messo l’aria al centro del progetto

La Direttiva (UE) 2024/2881 dimezza i limiti dell’aria esterna dal 2030. Ma la notizia che riguarda più da vicino il nostro mestiere è un’altra, ed è italiana: lo schema di decreto di recepimento introduce, per la prima volta nell’ordinamento, valori di riferimento e procedure obbligatorie per la qualità dell’aria indoor di ospedali, scuole e uffici. Con misure correttive che nominano espressamente la pulizia delle condotte e la sostituzione dei filtri.

Un edificio si progetta anche per come si respira

La mattinata ha attraversato le discipline che oggi ridisegnano il modo di pensare gli spazi in cui viviamo: dall’Human Centric Lighting alla neuroarchitettura, dal design biofilico al comfort acustico. Fili diversi di uno stesso discorso, quello per cui un edificio non si misura più soltanto in termini di efficienza energetica, ma nella sua capacità di prendersi cura di chi lo abita.

In questo mosaico di competenze, la qualità dell’aria ha trovato uno spazio che le è dovuto e che troppo spesso, nella pratica progettuale, le viene negato. Perché se la luce si vede e il rumore si sente, l’aria non offre segnali altrettanto immediati: eppure, insieme a luce, suono ed ergonomia, resta uno dei parametri che più incidono sul benessere reale di chi vive e lavora in uno spazio costruito.

L'intervento di Gregorio Mangano: misurare per governare

È su questo punto che si è concentrato l’intervento di Gregorio Mangano, Presidente di AIISA (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici), accolto con particolare attenzione dalla platea. Il suo messaggio, semplice nella forma quanto impegnativo nella sostanza, è stato questo: la qualità dell’aria non si presume, si misura; e una volta misurata, deve governare il funzionamento degli impianti aeraulici, non limitarsi a certificarne un giudizio a posteriori.

È il principio della ventilazione controllata dalla domanda (DCV, Demand Controlled Ventilation): i sensori di CO₂, rilevando in tempo reale l’effettiva presenza di persone in un ambiente, permettono all’impianto di regolare il ricambio d’aria in funzione delle necessità reali, e non di un orario fisso stabilito a tavolino. Una stanza vuota non ha ragione di essere ventilata come una sala riunioni piena: l’afflusso di aria esterna può essere ridotto al minimo, o quasi azzerato, e tornare a salire soltanto quando la concentrazione di CO₂ supera la soglia impostata, segnale inequivocabile che le persone sono arrivate.

Un impianto che sa quando conviene lavorare e quando può riposare: non è pigrizia, è intelligenza.

Il risultato è un doppio guadagno, che raramente si presenta in coppia con questa naturalezza: minori consumi energetici, perché l’impianto lavora solo quando serve, e migliore qualità dell’aria, perché la ventilazione si concentra davvero dove e quando è necessaria. Efficienza e salute degli occupanti, insomma, non come obiettivi in conflitto da bilanciare con un compromesso, ma come effetti della stessa scelta progettuale.

La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.

Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?

Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.

Un tema che l'industria delle costruzioni non può più rinviare

Il convegno di oggi conferma una tendenza che AIISA osserva da tempo: progettisti e committenti chiedono sempre più spesso strumenti concreti per misurare e governare la qualità dell’aria indoor, e non soltanto principi generali cui aderire. TECHNO ONE, in questo percorso, continua a offrire competenza ingegneristica e strumenti di monitoraggio dedicati, nella convinzione che l’aria che respiriamo negli edifici in cui viviamo meriti la stessa cura che oggi si dedica alla luce che li illumina e al silenzio che li protegge

La qualità dell’aria che respiri ogni giorno dipende da quello che non vedi.

Sai davvero in che condizioni sono i canali del tuo impianto aeraulico?

Un impianto aeraulico non sanificato correttamente può diventare un vettore di contaminazione biologica. Non è una casistica remota: è il risultato normale di una gestione igienica insufficiente nel tempo.

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